Il sommergibile più scarso del mondo

22 agosto 2014

Ennesimo “film barzelletta” girato verso la fine degli anni ’80 che prende in parte spunto dal genere della “parodia demenziale” all’americana, lanciato con successo dal terzetto ZAZ (Zucker-Abrahams-Zucker). Malgrado il titolo rimandi alla serie “l’aereo più pazzo del mondo” e affini, il film è in realtà un alquanto stanca rielaborazione dei classici luoghi comuni e meccanismi comici dei "film-barzelletta" che imperversavano in quegli anni, soprattutto nelle sale di terza visione, più un paio di scene caratterizzate da una comicità più marcatamente slapstick.

La trama è abbastanza semplice: per dare la caccia a un sottomarino americano vengono reclutati da un "cervello elettronico" un gruppo di ex marinai che dovrebbero rappresentare il fior fiore dell'italico esercito.

Ovviamente il calcolatore, a causa di un errore di programmazione, selezionerà i peggiori elementi a disposizione.

Il film presenta un cast molto ricco e variegato: al fianco di campioni di questo sotto-genere cinematografico come la coppia Bombolo-Cannavale e Anna Maria Rizzoli (immancabile bellona di turno), completano il cast un’interessante selezione di giovani comici provenienti dal nascente sottobosco del cabaret italiano.

Troviamo ad esempio il buon Felice Andreasi, formatosi alla scuola di cabaret del Derby di Milano e che si era fatto conoscere in tv grazie alla trasmissione Il poeta e il contadino con Cochi & Renato, nella riuscita caratterizzazione del capitano Colombo, un militare graduato alquanto pasticcione con un ostentato e alla fine abbastanza simpatico accento genovese.

Nel cast troviamo anche il cabarettista Ernest Thole, un dotatissimo comico eterosessuale che in quegli anni stava diventando sempre più popolare grazie a una serie di sketch in cui interpretava un personaggio gay molto effeminato; scenette che spesso strizzavano l'occhio a un linguaggio e una comicità volutamente ed eccessivamente camp.

Qui Thole è Ernesto, un ex-marinaio dichiaratamente gay che si strugge d’amore per Freddy, un fascinoso marine americano, il quale per altro sembra ricambiare sinceramente l’affetto. Nelle prime scene il loro rapporto viene presentato in maniera abbastanza naturale e senza troppe forzature o giudizi morali, poi però il personaggio quasi sparisce. Verrà ripreso solo verso il finale: Freddy è imbarcato sul sommergibile americano che i nostri eroi devono trovare. Grazie a una foto che Ernesto porta sempre con sé e con l’aiuto di un "pendolino" i nostri eroi riescono a individuarlo, ma purtroppo questo espediente si rivelerà inutile: quando trovano l'aitante marinaio americano questi aveva già disertato e abbandonato il sottomarino e si stava godendo un riposante bagno di sole su un malandato canotto nel bel mezzo del mediterraneo (chiaramente i gay americani mancano di coraggio e preferiscono abbronzarsi invece di difendere gli interessi della patria).

Altro elemento degno di nota è il personaggio interpretato dalla prosperosa Anna Maria Rizzoli che, a seguito di una serie di poco credibili equivoci, viene creduta da tutti essere una "neo-donna" appena operata. Il film vi ritorna più volte sopra per due motivi: mostrarci le forme della Rizzoli, che praticamente passa metà film a fare la doccia, e insistere sulla situazione comica che (dovrebbe) scaturire dal fatto che gli altri maschi eterosessuali del gruppo si sentono inspiegabilmente attratti da quello che credono essere un transessuale. Ed è qui che il film dà il suo peggio inanellando una serie di situazioni al limite del ridicolo (involontario) che però ben mette in evidenza la matrice omofoba di questo tipo di comicità. La scena più interessante è quella in cui Gianni Ciardo rifiuta categoricamente le avances della Rizzoli dichiarando: “A me non piacciono i trans ma le donne: non sono mica frocio!”. Ovviamente nel cinema popolare italiano dei primi anni '80 i concetti della queer theory sulla differenza fra orientamento sessuale e orientamento di genere non erano ancora stati recepiti a dovere.

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