Cronaca nuda

24 agosto 2014

Come tutti i fumetti erotici ispirati alla cronaca, anche questo ha riscosso un certo successo e non ha mancato di trarre giovamento dallo sfruttamento di un’omosessualità identificata con ogni possibile degenerazione. Il secondo numero, in particolare, offre ben quattro variazioni sull’argomento.

La prima è Balletti di tutti i colori, “verdi, rosa, bianchi…” specifica l’occhiello in copertina, e che alla fine degli anni Ottanta non solo ci si ricordasse dei balletti verdi a quasi trent’anni dallo scandalo bresciano, ma che li si considerasse ancora un evento sufficientemente noto da risultare efficace come gancio pubblicitario di un porno è in effetti una sorpresa. Come prevedibile dal titolo, la vicenda ruota intorno a un mercato di foto porno, organizzato in questo caso dal ricco proprietario di una radio.

Nella seconda, Amore e overdose, una studentessa di un liceo artistico che vorrebbe essere un maschio si innamorata di una professoressa di matematica che la respinge. Avendo una concezione alquanto autolesionista della vendetta, per farla pagare alla crudele insegnante che non corrisponde la fanciulla si degrada prostituendosi e drogandosi, fino alla morte.

Nella terza, Tradita dalla fortuna, la rampolla di una dinastia editoriale conosce un piacente giovanotto grazie al suo ex cameriere personale (un gay effeminato e flamboyant di cui ridere, ora proprietario di un locale “ambiguo” di Milano). La loro vita si consuma fra sesso e droga.

Nell’ultima, Il coniuge perverso, una poverina scopre che il suo maritino fresco di cerimonia nuziale è in realtà un trans velato che la costringe con la violenza a concedersi a uomini rimorchiati per strada mentre lui spia da un armadio per sentirsi come se fosse la donna coinvolta nell’accoppiamento.

Il quadro che si ricava è quello dell’omosessuale instabile, depravato e violento contro gli altri o contro se stesso, il quale per insoddisfazione o per interesse non si ferma di fronte a nulla e a nessuno: il pornografo del primo fumetto coinvolge persino una fanciulla invalida che guarisce miracolosamente – e denuncia tutti – quando nel circuito pornografico entra il parroco del paese (altro segno di buona memoria rispetto ai fatti bresciani del 1960?); il marito dell’ultimo costringe la moglie a farsi violentare allo sfinimento da chiunque passi per strada, compreso un nano superdotato. Non mi pare servano ulteriori commenti.

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