Penny Dreadful

29 settembre 2015

Nell’Inghilterra vittoriana i penny dreadful erano romanzi ad un prezzo ultrapopolare (un penny), su argomenti horror e grandguignoleschi, molto amati da un pubblico non particolarmente colto, antenati dei tascabili di narrativa di genere che poi si sono affermati nel Novecento.

La qualità di queste storie non era particolarmente eccelsa, anche se tra i loro appassionati c’erano intellettuali del calibro di Charles Dickens e Louisa May Alcott, lei stessa autrice sotto pseudonimo di romanzi di questo genere: in tempi recenti sono stati comunque rivalutati come espressione della cultura popolare, ed è ai penny dreadful che fa omaggio l’omonima serie, ideata da Sam Mendes, una delle più insolite e interessanti degli ultimi anni.

L’ambientazione è la Londra vittoriana e la trama presenta un pastiche tra vari romanzi gotici, oggi classici, da Dracula a Frankenstein passando per Dorian Gray, con un’ottima ricostruzione d’epoca, che non tralascia gli aspetti realistici e scomodi dell’epoca, tra povertà e repressione del diverso, malato mentale in testa, con colpi di scena, atmosfere gotiche e paranormali, toni decisamente politicamente scorretti e orrorifici, sangue, sesso, personaggi non certo senza macchia e senza paura, anche quando combattono le forze del male.

I modelli, oltre ai classici, sono le riletture dei romanzi gotici fatte per esempio da un autore come Alan Moore nei fumetti La lega degli straordinari gentlemen e From Hell e i romanzi di Anne Rice, in un contesto in cui un gruppo sparuto di personaggi, capitanati da sir Malcolm Murray, che ha visto la figlia Mina sparire rapita da un vampiro, lotta contro mostri di varia natura, ma soprattutto contro i loro stessi lati oscuri e la loro diversità, visto che l’americano sulla strada dell’alcolismo Ethan Chandler è un licantropo, l’ambigua Vanessa lotta contro una possessione demoniaca, il medico legale Frankenstein ha creato una creatura di cui si è sbarazzato e che è tornato a tormentarlo, il bel Dorian Gray ha fatto un patto per restare sempre giovane e godersi oltre ogni limite la vita, la prostituta Brona ha un piede nella fossa e non può salvarsi nemmeno con un grande amore.

Tra i tanti elementi messi nella serie televisiva, già giunta alla terza stagione e con un cast che comprende il veterano Timothy Dalton come sir Malcolm, Eva Green nel ruolo di Vanessa, Josh Hartnett in quello di Ethan e Billie Piper come Brona, non manca una storia omosessuale. Dorian Gray, che nel romanzo di Wilde aveva per ovvi motivi di censura sottinteso il suo vero orientamento, intreccia tra le altre una relazione con Ethan, creando una coppia saltuaria, visto che poi la fame di piaceri e di vizi di Gray lo porterà verso altri lidi, ma la serie non è comunque ancora finita. Anche tra Mina e Vanessa sembra esserci un rapporto di tipo saffico, con altri sviluppi per ora abbastanza definitivi.

Del resto, mentre prima erano gli appassionati ad inventare speculazioni su coppie gay più o meno possibili con lo strumento delle fanfiction, largamente frequentate su Internet, adesso anche gli sceneggiatori inseriscono coppie omosessuali non più velate nella serie. Nella mitologia dei romanzi gotici sappiamo la fine che fanno sia Dorian Gray che l’Uomo lupo: Penny dreadful rilegge e reinventa, ideando un nuovo universo, per cui alla fine i giochi sono aperti, anche se un happy ending sarebbe comunque fuori luogo.

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