Sangue di yogurt

6 dicembre 2020

Sangue di yogurt, il grottesco racconto che dà il nome a una raccolta di storie di Andrea G. Pinketts uscita nel 2017 da Lastaria, era stato originariamente pubblicato a puntate dalla rivista Blitz nel lontano 1986. Questo spiega il perché della sua sensibilità completamente - e innocentemente? - ignara di ogni forma di politically correct.

Più demenziale che noir (certe gag sono degne dei Fratelli Zucker), Sangue di yogurt mostra che il virtuosismo beffardo di Pinketts era già all'opera ben prima dell'uscita delle sue opere più celebri. Ma al posto degli aforismi inestimabili del Vizio dell'agnello e del Senso della frase, ci sono molte boutade grevi ma efficaci («Il sindaco protestò: "Ma Ruth, la decenza...". La decenza andò alla toilette. Ruth era un cesso di donna»).

L'intrigo prende avvio nel momento in cui Lazarus Saint-Andrè (versione francofona di Lazzaro Santandrea, l'eroe dei libri di Pinketts) viene licenziato dal giornale per cui scrive a causa di un processo per diffamazione intentatogli dal tenore Floriano La Bo, descritto senza giri di parole "checca" nonché "ricattatore". Se la dicitura "checca" si spiega da sé, non è dato sapere chi sia l'oggetto del ricatto di La Bo. Ma è chiaro che a Pinketts non importa svelarlo: i suoi personaggi sono birilli con cui giocare... prima di abbatterli.

«Floriano La Bo entrò nel bistrot, si era messo il fard. Era un massiccio tenore di quarant'anni e voleva sembrare una pastorella di diciotto»: fin dal suo ingresso, a pagina 13, il Nostro viene pesantemente sbertucciato tanto dall'autore quanto dal vendicativo Lazarus («A chi ha preso il suo culo per una stazione ferroviaria» è l'elegante brindisi che quest'ultimo gli dedica in un bistrot).

Ma ancora più pesante è la persecuzione fisica che lo stesso Lazarus mette in atto nei suoi confronti: La Bo viene preso a pugni e a calci, inondato di vomito, accecato con un colpo di pollice e tramortito dal lancio di una nana (!). Tutto questo perché invischiato nella scia di delitti che insanguinano la cittadina di Beauville, dove, una ad una, vengono strangolate e gettate in pasto ai pesci le ex "Miss Yogurt".

L'unica soddisfazione per La Bo (le cui occhiate sono viscide come «anguille nella vaselina») è un'estemporanea love story:

«Floriano La Bo adocchiò il cameriere cinese. Lui preferiva i giapponesi, ma ogni tanto chiudeva un occhio. Chiuse un occhio. Il cameriere cinese pensò: "Mi sta strizzando un occhio, quel maiale". Ma ai cinesi il maiale piace. Di solito in cucina. Dopo la zuppa di pinne di pescecane» (p. 32).

Se La Bo risulta estraneo allo sterminio delle Miss, la colpevole risulta a sorpresa Alice, colei che avevamo creduto l'eroina della storia, con cui Lazarus si è coricato regolarmente e con soddisfazione. Alice svela di essere una transessuale e di aver massacrato le ragazze per invidia: lei stessa ambiva al titolo di Miss Yogurt, ma era certa che i giudici non l'avrebbero accettata a causa del suo "passato".

A questa rivelazione Lazarus non reagisce fortunatamente come Jim Carrey nel famigerato Ace Ventura - L'acchiappanimali (1994, Tom Shadyac), cioè non vomita né si lava i denti... ma, anzi, ribadisce ad Alice il proprio amore, giusto prima che questa si faccia prevedibilmente saltare le cervella.

Nel resto del libro, appesantito dal tedioso Spara pure, è un papero, fanno piccole figurazioni altri personaggi LGBT: nel pregevole Un saluto ai ricci compaiono infatti una sofisticata casting director lesbica e un cantante «rigorosamente omosessuale». In E chi porta le cicogne?, scritto nell'88, dei bambini giocano invece a "Ce l'AIDS", battuta incresciosa che, col senno di poi (ma anche del durante), poteva anche essere misericordiosamente cassata per questa riedizione.

La riproduzione di questo testo è vietata senza la previa approvazione dell'autore.

Le recensioni più lette di questi giorni

  1. 2

  2. 3

  3. 7

    Relax (videoclip , 1983)

    di

  4. 9

    Porci con le ali (film , 1977)

    di

  5. 10

    Spatriati (libro , 2021)

    di