L'ambigua follia di Mr. Black

4 marzo 2008, in "Pride", agosto 2007

Mr. Black, il protagonista del romanzo, è un robusto giovanottone alto più di un metro e ottanta che si aggira per le strade della zona est di Los Angeles, la più degradata della città, dove vive la maggior parte degli immigrati poveri e dei senza tetto, con il suo vecchio furgone Wolkswagen stipato di libri, cibo per cani, vestiti di varia foggia e provenienza che spesso indossa per divertire i bambini a Echo Park facendo il mimo o il pagliaccio.

Lo accompagna la sua coscienza che egli vede materializzarsi sotto forma di arcangelo Gabriele, a volte altissimo con le ali enormi da far paura, spesso come un piccione bonario.

Oltre a fare il mimo, Black dipinge murales che rappresentano le sue ossessioni e la sua disperata ricerca di identità.

Figlio di un padre ibo della Nigeria e di una madre salvadoregna, Black non si sente di appartenere né all'una né all'altra etnia e assume appartenenze differenti come se fossero cambi di stagione nel guardaroba.

Abbastanza scuro da essere nero, eppure abbastanza chiaro da essere qualcos'altro, abbastanza eterosessuale se l'oggetto dei suoi desideri è una Dolce Fanciulla, ma forse anche abbastanza gay se la Dolce Fanciulla, per quanto dotata di un petto generoso grazie alla chirurgia, ha un pene tra le gambe, Black vive in un mondo in cui le cose si confondono, si perdono le une nelle altre, anche quando si stagliano in netto rilievo.

Un giorno al Charlie's , il locale di strip-tease che spesso frequenta, va al bagno, ancora estasiato per il sorriso che la Dolce Fanciulla gli ha rivolto, e sente un lamento sommesso venire dalla porta accanto. Si sporge oltre il separé e vede un uomo che si masturba, si eccita come non gli è mai successo, si masturba furiosamente e viene con una intensità tale da scivolare e da perdere l'equilibrio.

Si chiede se questo significhi essere gay, ma non ne è convinto. Il fatto è che egli vorrebbe diventare quello che dovrebbe essere, ma non ha idea di chi vorrebbe o dovrebbe essere.

Spesso ama indossare vestiti femminili, forse in ricordo della sua infanzia quando, per sfuggire a una maledizione che secondo il padre gravava nella loro famiglia contro i figli maschi, era sempre vestito da femminuccia, o forse per assecondare altre fantasie.

Appropriatosi dell'abito da sposa dell'amica Iggy, una sera lo indossa, si trucca, mette una parrucca bionda e esce sul tetto dell'Ugly Store Cafè, un bizzarro locale gestito dalla sua amica, dove i clienti, per assicurarsi l'entrata debbono avere delle cicatrici visibili e dove egli ha costruito una sua "astronave", una specie di dirigibile metallico afflosciato, legato a un palo arrugginito. Mentre un elicottero lo illumina, qualcuno lo vede e grida al miracolo dell'apparizione della Vergine, la gente si inginocchia in mezzo alla strada fissando a bocca aperta quella divinità fiammeggiante che domina Los Angeles e nei giorni successivi la folla di fedeli disperati, assetati di religione e di sacro, aumenta sempre di più con altari, cianfrusaglie e tutto l'armamentario che questo genere di apparizioni porta con sé.

Anche Black ha un debole per la Vergine, soggetto di molti dei suoi murales in cui spesso si confonde con la Dolce Fanciulla, il transessuale di cui è innamorato, o con la statua di gesso della sua infanzia, davanti alla quale la madre lo costringeva a inginocchiarsi in segno di contrizione.

Un altro dei suoi murales, "il più politico", intende rappresentare il razzismo e il sessismo della società americana. Lungo tutta una parete dell'Ugly Store Café Black distende un enorme telone coperto di parole. Sono le scritte raccolte negli anni sui muri dei bagni degli uomini di Los Angeles. All'inizio le ha messe insieme da solo, ma con il tempo, quando ha cominciato l'installazione, tutta la comunità dell'Ugly Store gli ha dato una mano a raccogliere materiale e a passarglielo. Black è convinto che il razzismo e il sessismo, che sembrano scomparsi dalla sfera pubblica, si siano trasferiti in quella privata e che tutte le battute che la gente si sente di dire con sicurezza solo nello spazio confessionale dei gabinetti, continuano a rivelare che l'anima profonda dell'America è razzista e sessista.

Straordinari e affascinanti anche gli altri personaggi che accompagnano Black nel suo viaggio, da Bomboy, originario del Ruanda che crede di esorcizzare le atrocità a cui ha partecipato nel suo paese nella guerra tra hutu e tutsi mettendo in scena una normale vita americana, alla Dolce Fanciulla, la transessuale col cazzo convinta di essere una lesbica, a Iggy, la proprietaria del Ugly Store che si diverte a immaginare una sua versione personale e transgender di Jesus Christ Superstar, con un Cristo drag-queen in minigonna viola.

Perseguitato in Nigeria, il suo paese, per i suoi romanzi, Chris Abani vive dal 1991 in esilio, prima in Gran Bretagna, poi negli USA. Tra i maggiori scrittori di letteratura "postcoloniale", racconta con passione e struggente poesia il disagio di intere popolazioni, non più colonizzate, ma marchiate da nuove e altrettanto terribili forme di subalternità. Il personaggio di Mr Black, protagonista di questo romanzo, è un po' il simbolo di questi dannati della terra che si aggirano nelle moderne metropoli alla disperata ricerca di una loro identità.

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