Angeli marchettari e molto carnali. Ma con le ali [1996]

21 agosto 2008

Questo è il testo più esplicitamente "erotico" di Alessandro Golinelli (non a caso è apparso in una collana di letteratura erotica).

È un libriccino snello (appena 74 pagine) costruito non come romanzo ma come galassia di barthiani "frammenti di un discorso amoroso" a proposito degli "angeli" adolescenti che si manifestano nella vita dello scrittore: marchettari, ragazzi sbandati, tossici, soldati vogliosi rimorchiati su un treno: insomma, l'umanità descritta anche in Basta che paghino, ma stavolta raccontata dall'altro lato della barricata.

Di sicuro è un testo sperimentale, in cui Golinelli cerca di passare dalla narrativa tradizionale ad una scrittura più vicina alla poesia.

Il suo procedere per aforismi e frammenti ha momenti riusciti, ed altri meno, al punto che è difficile che qualcuno consideri questa come la prova migliore della scrittura di Golinelli.

Questo non vuol dire che il libro in sé sia scritto male, anzi: la scrittura è comunque di qualità, priva delle goffaggini di tanti sedicenti scrittori "erotici" italiani. Il libriccino è quindi una gradita e benvenuta aggiunta al troppo scarno scaffaletto d'opere italiane di qualità letteraria nel campo dell'erotismo omosessuale.

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Al centro della galassia lattiginosa dei "ragazzacci" incontrati e sedotti, splende poi incontrastato il sole di "il mio sedicenne" (privo di altro nome che questo), convivente per anni del narratore.

Non si sa se il ragazzo sia un giovane omosessuale che fatica ad arrivare a patti con le proprie tendenze, o un ragazzo eterosessuale sbandato, che accetta la sessualità omosessuale in attesa d'avere altre e più gradite occasioni d'altro tipo... fatto sta che il suo gioco di concedersi fino in fondo per poi improvvisamente negarsi, e di avere bisogno di essere una volta conquistato, un'altra sedotto, altre volte ancora quasi violentato, fa parte del gioco erotico che palesemente eccita lo scrittore, che ne racconta a più riprese, affascinato.

L'io narrante è palesemente innamorato del "suo sedicenne", e quando ne parla la sua scrittura assume un tono particolare. Gli altri ragazzi sono solo corpi, ma questo corpo particolare, ha le ali:

"Soteria ["salvezza", NdR], ecco perché esistono gli angeli" (p. 32).

Di lui l'io narrante raccoglie ogni minimo segnale di corrispondenza amorosa:

"Il suo desiderio era ingenuo: una notte mi svegliò per dirmi: "Io lo so perché faccio del sesso con te, perché mi piace... È perché ti amo. Perché sei tu". Poi si addormentò subito; prima si agitava fra le coperte in cerca di una giustificazione alle sue erezioni, che le sminuisse. E io amavo la sua ingenuità più di ogni altra cosa" (p. 52).

Con gli altri, invece, è diverso:

"Eppure io non vorrei mai usare la parola amore. Banalizza la realtà, appartiene al continuum, alle parole comuni. Alla massa. Contano i singoli corpi, separati (l'etica è un'educazione corporale, erotica): i cazzi, i ventri bianchi e piatti, i toraci con i pettorali disegnati dall'ombra, le teste piccole, i capelli corti tagliati alla moda" (pp. 65-66).

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La sola parte che non mi ha convinto, in questo esperimento letterario dal risultato complessivamente felice, è quella in cui Golinelli introduce improvvisamente, e senza necessità narrativa, una serie di fantasie sadiche.

Si tratta di un'operazione intellettuale costruita a freddo, con il palese intento di proporre un (superfluo!) omaggio letterario a Sade ("Il male può essere bello quanto il bene. E lo è, per lo più. Perché dominare le tentazioni?", p. 39).

Un intento mancato, dato che questo Dolmancé si contraddice, s'illanguidisce, s'intenerisce per amore, invece di strappare le ali al suo angelo, come avrebbe fatto l'originale, per godere della sua sofferenza mentre disserta di filosofia nel boudoir.

Nonostante ciò, questo è comunque un libro la cui lettura consiglio, specie se l'idea di un testo erotico con marezzature sadiche non spiace.

Si legge in poco tempo, ha passi affascinanti e quasi poetici, viene da uno scrittore gay che ha un ego di dimensioni nella media e quindi è perfettamente sopportabile, e che oltre a ciò ci risparmia i sensi di colpa e il cattolicume che di solito impestano i suoi colleghi italiani...
Si tratta, concludendo, d'una lettura simpatica, per una sera in cui ci si sente particolarmente frizzanti... anche se con una punta di malinconia.

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