Jekyll e signora, tutto in uno

7 giugno 2010

Roy Ward Baker, veterano del cinema di serie B inglese, non delude le attese nel dirigere questa curiosa variazione sul celebre romanzo di Stevenson per la Hammer, la casa di produzione che negli anni Cinquanta aveva rinnovato il genere horror a basso costo con le sue riletture a colori dei classici americani del genere (che erano rigorosamente in bianco e nero).

Scopo delle ricerche di questo dottor Jekyll non è l'indagine dei fondamenti morali dell'uomo, bensì l'elisir di lunga vita. In effetti, prima si dedica a un più "modesto" antivirus che dovrebbe curare tutte le malattie dell'universo ma, fatti due conti, si accorge che una vita non gli basterebbe: la morte avrebbe la meglio prima. Allora la soluzione è logica: occorre prima sconfiggere la morte. Come? Con la stessa logica imperturbabile, Jekyll conclude che siccome le donne soffrono meno di calvizie e hanno la pelle più liscia, allora il segreto deve essere negli ormoni femminili. Come ogni buon scienziato, parte dalle cose più semplici e sperimenta il suo "elisir" su una mosca, che dovrebbe vivere poche ore ma resiste tre giorni. Solo che il maschio ha fatto le uova. Qualcosa è andato storto, e per capire cosa Jekyll prova l'elisir su di sé (i soldi sono pochi, in un'ora e mezza tutto deve essere finito, non c'è tempo per passare attraverso animali di mezza taglia).

Fa così la sua comparsa l'avvenente Mrs. Hyde, che Jekyll spaccia poi per sua sorella (e nella versione italiana ha anche un nome, Barbara). Siccome per gli esperimenti servono ormoni freschi, Jekyll/Hyde inizia a decimare le prostitute di Londra. Ma l'intreccio più interessante non riguarda gli omicidi, bensì i vicini del piano di sopra, due giovani: lui, Howard, si innamora di Mrs Hyde; lei di Jekyll. La vicenda si ingarbuglia quando Jekyll, come da tradizione, perde il controllo sulle sue trasformazioni.

Baker si barcamena in modo eccellente con effetti poveri ma suggestivi (gli basta mostrare fianco a fianco una mano maschile e una femminile per essere efficace), sfruttando una grande quantità di specchi, colori rutilanti e controllati elementi scabrosi, sia visivi (Mrs Hyde per prima cosa si guarda e palpa i seni allo specchio), sia narrativi, divertendosi a insinuare sovrapposizioni e confusioni tra sesso e orientamento. Così, all'uscita di un negozio di abiti femminili, Jekyll finisce quasi col dichiararsi a Howard in luogo della "sorella" Hyde, mentre costei rassicura Howard, nel loro primo tête-à-tête, circa il fatto che lei sa benissimo cosa prova un uomo davanti a una donna come lei.

Come dichiara il medico che aiuta la polizia nelle indagini, "it's a queer business, very queer". Giusto per essere chiari.

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