Una dei ragazzi

21 luglio 2010

La canzone è disponibile su YouTube

Nei primi anni '30, mentre è a Hollywood sotto contratto con la M.G.M., Lorenz Hart sforna altre un paio di canzoni in cui usa il travestitismo e la confusione dei generi per strappare una risata al pubblico.


Una di queste è I'm One of the Boys (trad. Sono una dei ragazzi), scritta per il film Hollywood Party ma poi eliminata dalla produzione prima dell'inizio delle riprese, è una feroce satira delle moda femminile di indossare abiti di foggia maschile lanciata da Marlene Dietrich.


Per diversi anni si ritenne che la canzone fosse stata scritta proprio per la Dietrich. Più recentemente invece alcuni documenti trovati negli archivi della M.G.M sembrerebbero testimoniare che il numero musicale fosse stato pensato per l'attrice Marion Davies. All'epoca la Davies era amante del potente magnate dell'editoria William Randolph Hearst il quale le procurava spesso piccole parti in grandi produzioni cinematografiche, a tutto ciò va aggiunto che secondo diverse cronache dell'epoca Hearst trovasse particolarmente erotico quando la Davies indossava abiti maschili.

Secondo altri documenti la canzone fu pensata invece per Marie Dressler, popolare attrice comica. Questo spiegherebbe, e renderebbe particolarmente divertente, il release dell'ultima strofa che recita:

People ask me "Dearie, (La gente mi chiede "Tesoro,
Ain't you Wallace Beery? (non sei mica Wallace Beery?)

Wallace Beery era un popolare attore americano, famoso per il suo volto grosso e ghignante, la sua corporatura tozza, i suoi gesti sgraziati e a volte volgari.
La coppia Beery/Dressler era popolarissima all'epoca proprio grazie a una serie di film di grande successo prodotto dalla M.G.M.


Il motivo che ha portato I produttori a eliminare la canzone dal film non è del tutto chiaro. In una nota scritta dall'ufficio per le relazioni con la censura della M.G.M a Eddie Mannix, produttore esecutivo del film, viene esplicitamente fortemente suggerito di "tagliare" la canzone perché "in diversi modi potrebbe suggerire un'inclinazione lesbica della protagonista". Bisogna però aggiungere che delle 12 canzoni che la coppia Rodgers&Hart scrissero per il film ne verranno utilizzate solo 4, le altre furono eliminate perché considerate troppo raffinate e "difficili" per il pubblico americano (compreso un numero musicale intitolato Black Diamond in cui Joan Crawford avrebbe dovuto impersonare una donna afro-americana).


Il testo della canzone è molto divertente e ben costruito: la protagonista della canzone nella prima strofa afferma che la sua decisione di indossare abiti maschili è dettata solo dalla moda ma nei due ritornelli che seguono scopriamo che ci prende gusto, soprattutto quando la gente la scambia per uomo. In un gustoso crescendo di doppi sensi arriva persino a affermare di preferire indumenti intimi maschili:

No dresses from France so modern as these (Nessun vestito francese è moderno come questi)
And under my pants are B.V.D.'s (E sotto i pantaloni indosso mutande da uomo)

Musicalmente la canzone è una vivace marcetta con una strofa abbastanza lunga e due ritornelli con un'interessante struttura metrica AABB AACC e alcune ottime internal rhymes (candy/brandy France/pants) che ne esaltano lo stile sincopato.


Altro elemento abbastanza curioso è il fatto che la seconda strofa ha una melodia leggermente diversa dalla prima. Questo può anche essere dovuto al fatto che la canzone, così come ci è arrivata, non è nella sua versione definitiva: nel 1930 venne registrata come unpublished song e successivamente abbandonata. Solo nel 1982 viene registrata per la prima volta grazie al produttore Dennis Moore e inserita nel disco "Rodgers&Hart's Hollywood Party". Successivamente la riscoperta di I'm one of the boys la dobbiamo all'ottimo Ben Bagley che, per il disco Rodgers & Hart Revisited vol. V, affida la canzone all'energica Dorothy Loudon mettendo in risalto i risvolti più deliziosamente camp della composizione.

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