Elton's song (Elton John, 1981)

Fra i vari tipi di videoclip esistenti, di sicuro questo appartiene al tipo più strano: i videoclip "fantasma".
Il filmato non venne infatti mai trasmesso in Tv al tempo in cui la canzone che illustra (incisa nel 1979) uscì, nel lontano e pionieristico (per l'arte del videoclip) 1981. Ebbe circolazione solo come allegato all'album del cantante, e sicuramente non contribuì a smorzare con l'impatto delle sue immagini le polemiche e le censure che colpirono la canzone.

Un video troppo audace, troppo esplicito, troppo sfacciato per la Tv. E soprattutto, troppo "pericoloso", provenendo da un cantante che aveva fatto mezzo coming out (dicendosi prudentemente solo "bisessuale") addirittura nel 1976. (Oggi Elton John ha fatto l'altro mezzo passo, dichiarandosi gay, ed è felicemente sposato col suo compagno).

Guardando il clip si capisce insomma il motivo per cui c'è stato bisogno d'un movimento di liberazione gay per far cambiare la società: giudicato troppo "forte" allora, oggi sembra un video educativo per la terza media.
Definirlo "casto" è un eufemismo. Non vi succede nulla di più audace di uno sguardo (non ricambiato), non vi si vede nulla di più sexy d'un adolescente che fa ginnastica in calzoncini. E però... Però parla dell'innamoramento platonico da parte d'un ragazzino per un compagno di scuola un po' più adulto, nonché atletico (e già munito di ragazza). E questo per l'epoca era già troppo.
Meno male che il movimento gay è esistito!

Il testo della canzone (scritto da Tom Robinson, autore nel 1976 dell'inno "Glad to be gay") è, per l'epoca, decisamente coraggioso ed esplicito, ma senza strafare.
Il cantante, nella persona d'uno studente, si rivolge a un "tu" che frequenta la stessa scuola (e che a un certo punto è descritto mentre gioca a biliardo, il che permette di identificarlo come un maschio), raccontando come sia costretto a vivere da lontano un amore impossibile e che la società non è in grado di capire:

Pensano io sia matto, dicono che non è una cosa reale
ma io so quel che provo, e ti amo
.

Concludendo:

Pensano io sia matto, ma darei la vita
per una sola notte al tuo fianco
.

Il testo rende esplicito fin dalla prima frase il fatto che qui si sta parlando d'un amore adolescenziale:

Osservo tutto solo la tua grazia e il tuo stile:
tagliami fino all'osso con il tuo sorriso affilato!
Ti ho osservato mentre giocavi a biliardo,
e tutta la scuola sa che io ti amo.

Amo i tuoi capelli da zingaro e i tuoi occhi mori,
sono sempre impreparato alle tue risposte pungenti,
ciniche e scarne.
Sto disteso, sveglio, e sogno te
.

Non sorprendentemente, la musica della canzone è malinconica, ma anche solenne, e classica nella strumentazione (voce e pianoforte, più archi e fiati al sintetizzatore). Ed ha una bella melodia, come molte altre canzoni di questo cantautore.

Il filmato illustra con una certa fedeltà i concetti del testo, ma non lo fa nel modo pedissequo abbastanza comune nei videoclip delle origini, ovvero illustrando ogni frase cantata (se il cantante nominava gli occhi, si mostrava un primo piano degli occhi, e così via).
Piuttosto, le immagini di vita scolastica del college inglese scorrono per conto loro sotto la canzone, mostrando piccoli episodi, che poi consistono fondamentalmente nel ragazzino che spia di nascosto il ragazzone, o che si macera nella sua solitudine a pensare e sognare. E a vergognarsi per le prese in giro dei compagni.
Ma al principio e nel finale (a canzone non ancora iniziata e già conclusa) si vede il ragazzone che regge con visibile sconcerto un foglio di carta, suggerendoci così che la canzone stessa possa essere una lettera d'amore inviata alla persona amata al momento di partire dal college (la parte cantata del filmato inizia e finisce con un'inquadratura del ragazzino che aspetta il treno in stazione, e le ombre e luci che corrono sul volto del ragazzone suggeriscono che stia davanti a un treno che si muove).

A mio parere John con questo video arrivò al limite massimo consentito all'epoca: per la scelta del tema (doppiamente scottante in un periodo, quello precedente il 1998, in cui nel Regno Unito ai ragazzi erano proibiti per legge i rapporti omosessuali fino ai 21 anni), per la scelta del paroliere (gay dichiarato e militante), e per il titolo beffardamente ambiguo ("La canzone di Elton" -- in origine usato da Robinson solo per distinguere il pezzo in lavorazione per John da quelli commissionati da altri cantanti) che si prestava ad essere letto come un orgoglioso "La canzone della storia di Elton John".

Se non vi spiace, per una volta, ascoltare una canzone un poco malinconica, questo video merita l'attenzione: magari è un po' datato per il contesto di cui parla, però di per sé nulla ha perso della sua freschezza: gli amori impossibili infatti esisteranno sempre, oggi come ieri.
La musica è bella, il tema è trattato in modo delicato e sensibile... e forse una storia del genere, prima o poi, è a capitata a tutti noi.

Consigliato.

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