Bi (1993). I "Living colour" e il primo clip sulla bisessualità.

È un peccato che una canzone maramalda come questa sia stata tradotta in immagini con un video noiosetto come questo, nel quale il regista si preoccupa troppo di non oltrepassare i limiti di quanto una tv sarebbe stata disposta a trasmettere in quegli anni. Col risultato di non riuscire a dirci nulla di più di quanto poteva andar bene per una tv di quegli anni -- il che non è che sia granché entusiasmante, oggi.

Il testo è un'esaltazione esplicita - e per quegli anni francamente coraggiosa, specie per una band di neri - della bisessualità:

Tutti ti vogliono quando sei bi:
guardi le ragazzi e ti lumi i ragazzi;
tutti ti amano quando sei bi,
ma la tensione e la passione sono doppiamente amplificate.

E poiché la tesi del testo è che la sessualità di tutti è "confusa" (?) tanto vale godersi tale "confusione".

La confusione generale è in effetti ciò che viene mostrato anche nel video, nel quale il complesso dei "Living colour" suona in un locale notturno popolato da fotomodelli e fotomodelle molto glamour, che si allacciano fra loro in vari modo: uomini con uomini, donne con uomini, uomini con donne, e donne con donne...

Non si può dire che "succeda" qualcosa, durante l'esibizione del cantante: il massimo di "storia" che si può riferire è una schermaglia fra un ragazzo nero (tra)vestito di lamé con la sua ragazza (nera), che alla fine scopre di preferirgli un'altra ragazza (nera), dalla bellezza anoressizzata. Le due escono dal locale per mettersi a fare assieme i rotoloni per terra, mentre gli astanti le circondano e applaudono festanti.

Tutto è terribilmente glamour, al punto che la bisessualità rischia di essere presentata e letta come una specie di moda, più che come una condizione: gli stessi orientamenti tutti-frutti presenti alla festa sono caratterizzati più da capi di vestiario che da "pericolosi" atteggiamenti o gesti (ci scappa sì qualche bacio fra persone dello stesso sesso, ma appare e scompare alla velocità della luce).
Ed ovviamente, giusto per non spaventare nessuno, le interazioni fra persone dello stesso sesso sono in massima parte fra donne, e solo in minima parte fra uomini, giusto per sfruttare un tema scandaloso puntando a non scandalizzare nessuno.
Col risultato di rischiare di non essere trasgressivi, ma solo pruriginosi, alla fine.

Per queste ragioni, di là dell'indubbio merito di caratterizzarsi come il primo videoclip che abbia affrontato "monograficamente" il tema della bisessualità, questo filmato non ha rivelato altri spunti d'interesse, ai miei occhi.

Più che altro l'ho trovato un'occasione clamorosamente sprecata.

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