Un romanzo molto intenso di passione fra donne

1 dicembre 2011

Una come me è un romanzo molto intenso, ambientato negli anni Ottanta in una Formentera ancora sconosciuta ai turisti.

Lucida, orfana di un padre molto amato e repressa dalla madre, decisa a liberarsi dal senso di oppressione, che la segue fin da quando era bambina, parte verso una meta casuale approdando a Formentera, oasi pacifica che vive la libertà ritrovata dopo la caduta del regime di Franco.

Sull'isola vive e un gruppo di ragazzi hippie, e fra loro c'è J.B., una misteriosa donna argentina con cui Lucida tesse una spasmodica storia d'amore, che passa dal febbrile desiderio, alla prepotenza dell'omofobia interiorizzata della protagonista, al rifiuto di un legame duraturo da parte della compagna.

Il rapporto è inevitabilmente destinato a naufragare nel più melodrammatico dei finali.

Il romanzo è davvero imperdibile per chi apprezza lavori che esulano dalle classicissime storie d'amore a lieto fine.

Inoltre offre uno spaccato estremamente vivido della mentalità italiana degli anni Ottanta, che ancora si rifiutava di non considerare l'omosessualità come una malattia: il senso di colpa derivante dalle preferenze sentimentali e sessuali della protagonista si palesa in più e più modi durante la narrazione, e arriva all'apice con la bellissima (seppur amara) frase:

"Non siamo mai una cosa soltanto. Solo froci o ingegneri o drogati o esperti d'arte. Siamo prima bambini e andiamo male a scuola o bene a scuola e ci iscriviamo a un corso di karate e dopo la seconda volta non ci andiamo più; ci piace il gelato al puffo e poi ci domandiamo come abbiamo potuto ordinarlo tante volte senza vergognarcene. Andiamo in chiesa e chiediamo perdono per peccati mai commessi poi disubbidiamo beati tra braccia non idonee".

Questo volume segna il brillante esordio letterario di Francesca Ramos, scrittrice che riesce a trasmettere al lettore tutte le sensazioni provate dalla sua protagonista, e in egual modo riesce a descrivere magistralmente l'atmosfera dell'isola, irrorando anche i capitoli più cupi d'ironia senza scadere mai nei classici cliché.

Indubbiamente questo è un ottimo romanzo.

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