Due monologhi. Se mi lasci andare mi perderò.

30 dicembre 2011

Preso su perché uno dei due monologhi, Solo RH, è di argomento gay, ma poi letti entrambi e con interesse.


Tutti e due sono testi in realtà molto scarni, come canovacci che aspettino di caricarsi di senso appunto dalla messa in scena, quasi degli spunti per attori in vena di prove difficili, scenografi con qualche idea non scontata, registi che dietro a una manciata di frasi di per sé piuttosto neutre riescono a far apparire un mondo.


Dopo un primo momento di disorientamento, Solo RH me lo sono inscenato nella testa con una certa precisione, ci ho messo un attore un pochino più giovane di Roberto Herlitzka, per il quale probabilmente è stato scritto, e sulle pareti bianche ho proiettato un po' di foto e immagini, è venuto bene.


Il tono del pezzo per me è dato da questo frammento:

"Non capiscono

E allora

Cosa c'è da capire

Se fossi tu a essere giovane

diceva

sarebbe tutto più semplice

ricco uomo maturo mantiene giovane scrittore squattrinato

sarebbe nella norma

ma così

giovane uomo mantiene maturo scrittore che non scrive

non capiscono

non possono

E sorrideva".

L'altro pezzo, Oscillazioni, è feroce, crudele, molto più di Solo RH.


Mi pare significativo che Trevisan per dire qualcosa di buono su una convivenza di coppia, pur gettandola poi nella tragedia, abbia usato una coppia gay.

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