Sapori della seduzione lesbica

E' possibile ricostruire una genealogia lesbica in Italia vincendo il silenzio e l'oblio del tempo?
Come fare per non disperdere una ricchezza di esperienze e di "resistenza" al dettato eterosessuale, che ha saputo trovare vie inedite e divertenti per sopravvivere anche nei momenti più bui della nostra storia di donne e di lesbiche?

Gabriella Romano sembra aver raccolto questa sfida e dopo i lungometraggi Pazza d'azzurro, vincitore del Premio del Pubblico al festival di Immaginaria del '96,e L'altro ieri, sull'omosessualità femminile durante il fascismo, si cimenta con un libro in cui raccoglie le storie di 11 donne, raccontando delle loro vite e dei loro amori per le altre donne negli anni '50.
Filo conduttore i sapori e le ricette della cucina italiana, filtrati attraverso il ricordo di iniziazioni amorose e momenti rubati.

Sono i tempi della £mistica della femminilità", per usare le parole di Betty Friedan, in cui è necessario ricostruire con ogni mezzo un immaginario in cui le donne tornino ad esistere solamente come "le mogli di", "le madri di"...


Sono finiti gli anni della guerra e della Resistenza, che hanno visto le donne uscire di casa, entrare nelle fabbriche, ritagliarsi un ruolo sociale che le aveva emancipate dalla dipendenza maschile.

E questo bisogno di normalizzazione si riflette innanzi tutto nelle illustrazioni d'epoca che corredano il libro, e sembrano tratte dal manuale della casalinga perfetta e felice.

Ma, come in tutte le epoche più bigotte e retrive, c'è una realtà parallela in cui desiderio e trasgressione sanno trovare mille espedienti per rendere la vita interessante e godibile: per cui si può benissimo convivere con il marito, ospitando nel proprio letto l'amante o le amanti: basta un minimo di pianificazione e tra lavoro, hobby per la caccia e quant'altro, le occasioni non mancano.

Se poi si riesce ad arrivare a Roma e a diventare attrici una certa autonomia è assicurata, seppure con discrezione: a meno che si sia una star, nel qual caso ci si può permettere un'amante alla luce del sole e una roulotte a Cinecittà in cui darsi alla pazza gioia durante la lavorazione dei film, sotto gli occhi di tutti, infischiandosene di scandali e battutacce.

Ed è una bella soddisfazione quando arriviamo a leggere alla fine del racconto:

"E lì c'era proprio la divisione di ruoli butch-femme perché la sua amante sembrava un commendatore, mentre questa attrice era considerata una delle più belle donne del mondo. E pensare che tutti gli italiani sospiravano per lei!"

Naturalmente ci coglie fortissima la curiosità e un po' di risentimento: con questi fantastici precedenti com'è che da noi a tutt'oggi le lesbiche del mondo dello spettacolo insistono a negare l'evidenza?

La lettura del libro è veramente piacevole, si passa da storie alla Schwarzenbach, con le ricche e dannate, a quella più modesta della studente dattilografa, capace di tenere testa al direttore dell'istituto che la vuole cacciare per lesbismo, o a quella della fotografa di night club che a una mostra di Picasso s'imbatte in un gruppo di venti lesbiche che la guardano e sembrano riconoscerla come una di loro; ma il miraggio è troppo forte e la fuga è l'unico scampo.

La lettura de Il pozzo della solitudine con il tema del maledettismo lesbico sembra accomunare molte di queste donne, ma il ritratto complessivo che ne esce è quello di donne coraggiose e determinate che, pur in mezzo alle difficoltà, riescono a trovare una buona sintonia tra desiderio e scelta di vita. Una vita vissuta in gran parte nel privato, o in una ristretta cerchia di amiche, al massimo all'ombra di qualche amico gay.

Eppure tra le righe emerge timidamente il desiderio di un qualcosa di più, di una dimensione pubblica e collettiva ancora tutta da costruire.

Il libro si conclude con un saggio conciso e pregnante di Rosanna Fiocchetto sui terribili anni '50. Chissà se dopo questo libro a qualcuna verrà la voglia di proseguire la ricerca e raccontare gli anni '60 e - perché no? - quelli successivi. Ne varrebbe la pena.

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Altre recensioni per Sapori della seduzione, I

titoloautorevotodata
I sapori della seduzioneDaniele Cenci
01/11/2006

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