Memorie di un cuoco di un bordello spaziale (2003 e 2011)


Ritorna infine in libreria un libro ormai introvabile, continuazione ideale delle esilaranti Memorie di un cuoco di astronavi.
Finalmente posso leggerlo anche io, che me l'ero perso all'epoca della prima edizione (2003).

E che purtroppo ne sono un poco deluso.
Di primo acchito, parrebbe soprattutto una raccolta alla rinfusa di racconti slegati, scritti negli intervalli liberi, così come capitava e correndo contro il tempo. Il tutto per acchiappare con un sequel il clamore del primo volume, che per il mercato della fantascienza italiana è stato un vero caso editoriale.
Il risultato è che Mongai è stato costretto a tirare un po' via, finendo per abusare della formula del primo volume, a tratti ripetendosi, e non rivelandosi sempre altrettanto felice.

Non che manchino anche in questo caso le trovate genialoidi (come le riproduzioni di fotocopie trasandate e pasticciate, tratte dalla presunta guida ai ristoranti galattici), purtroppo però si tende a esagerare con ciò che nel primo volume era nuovo e qui invece ormai è solo pasta riscaldata.
Per esempio, qui dilagano le pseudo-citazioni dai libri apocrifi pubblicati dal protagonista (Rudy "Basilico" Turturro), che talvolta filosofeggia in modo che definire "noioso" è adeguato. Si arriva anche a tre citazioni di fila in una pagina, per cui le considerazioni soffocano gli avvenimenti e, insomma, la salsa finisce per soffocare il sapore del pesce.
Stucchevole anche il giochino di dare alle realtà aliene nomi in romanesco, scritti secondo la fonetica inglese. Eccetera.

Dopo aver messo le mani avanti, però, non posso negare che Mongai resti sempre Mongai, e pur avendo creato un'opera meno felice della precedente, resta comunque una spanna al di sopra di gran parte di ciò che ci propina la fantascienza italiana.
Questo scrittore ha la fortuna di godere d'una fantasia bizzarra e lussureggiante, con una tendenza a scartare nel surreale, ma in modo di solito divertente.
Un suo "marchio di fabbrica" sono anche le incursioni nell'erotismo (come rivela il titolo), che riesce miracolosamente a mantenere sempre alla distanza fissa di un millimetro dal confine col pecoreccio, restando così sempre un poco al di qua della linea di confine col "semplicemente volgare", ma concedendosi episodi non proprio per educande. A iniziare dall'episodio in cui il protagonista decide di campare la vita arruolandosi in un bordello (eterosessuale). Dove farà perfino il cuoco... per i suoi colleghi e per le clienti.

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Anche in questo volume, come già nel precedente, appaiono tematiche omosessuali.

Il racconto 5 ("Che giudici imparziali può avere la lotta dei sessi? Gli ermafroditi?", alle pp. 97-118) racconta la fascinazione di Turturro per una coppia di Erma (umani geneticamente modificati, ermafroditi), con i quali avrà una storia.
Si tratta chiaramente d'una metafora della fascinazione verso i transessuali non operati, e abbonda di considerazioni su omosessualità e transessualità, in genere rispettose, salvo un brutto scivolone fallocratico a p. 110, laddove si afferma che il lesbismo "ruota intorno alla negazione del fallo, che più lo neghi e più c'è". Ma siccome Turturro parla in prima persona, e siccome sul fatto che sia un galletto italico maschilista non ci piove, faremo finta che lo scivolone l'abbia fatto lui e non Mongai.

Che a p. 76 e 171 si diverte a riflettere su Anthelme, il cuoco-robot dotato di una Intelligenza Artificiale... dalle tendenze omosessuali.
A p. 203 si parla poi della sconfitta dell'Aids (e di prostituzione).
A p. 248 è recensito un ristorante alieno gestito da una coppia lesbica, situato su un pianeta interamente lesbico ispirato da SCUM di Valerie Solanas: "Un ambientino!".
A p. 253, infine, un'allusione.

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Soppesati i pro e i contro, il libro vale il prezzo che costa e la lettura.
Non ci si aspetti magari un capolavoro assoluto, ma di sicuro non si penserà di avere sprecato il proprio denaro, perché un onesto intrattenimento e un garbato divertimento il volume li garantisce, mantenendosi sempre sul livello di un buon professionismo, ed anche qualcosina di più.

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