Un tocco di sesso

19 marzo 2012

Raccapricciante commediola su come uno più uno può fare zero. Ovvero, prendi un omosessuale, chiudilo in casa insieme a una lesbica, e per mancanza di meglio ti diventeranno etero tutti e due (un po’ come i marinai sulle navi, ma al contrario).

Lui (Albert) è un giovanottone biondo e statuario, veste attillato, cucina meravigliosamente, è esperto di moda, ha la fissazione dell’ordine, pulisce casa ogni cinque minuti, ecc. ecc. Tutto quello che gli stereotipi per eterosessuali hanno sempre immaginato dovesse essere un omosessuale, e che io ho sempre sperato fosse vero. Perché, diciamoci la verità, anche lasciando perdere il biondo e lo statuario, chi non vorrebbe essere nei panni di Stella, che alla sera torna stanca morta dal lavoro e si trova la casa pulita, una cena da gran gourmet pronta in tavola e il guardaroba riordinato con un corso accelerato di abbinamenti incluso?

Lei (Stella) invece come lesbica non è un granché. Voglio dire, non è un granché stereotipata. L’ansia eterosessuale si distribuisce notoriamente in modo diverso rispetto a maschi e femmine. Le api inquietano più dei fiori e quindi devono essere esorcizzate con luoghi comuni più marcati.

Gli altri omosessuali che ruotano intorno ai due sono anche meno piacenti: i maschi sono tutti marchettari, sembrano dedicarsi solo a rimorchiare il prossimo in sauna, sono isterici e infedeli; le donne sono infedeli e isteriche, e pure nevrotiche (lesbiche in sauna non se ne sono mai viste, ma manca solo quello).

Albert e Stella si sposano per opportunità: essendo belga, il formoso cuoco pulito e benvestito rischiava di dover tornare in patria perché il suo ex (anche lui isterico e infedele, ovviamente) lo aveva denunciato per ripicca. Dopo aver convissuto per un po’ more uxorio, Albert e Stella si affiatano. Poi Albert fa bere Stella, Stella fa bere Albert, e si sa come vanno queste cose. La notte dopo il tutto si ripete, senza più bisogno di bere: et voilà, i due sono diventati etero. Dalla sera alla mattina. O, più esattamente, dalla mattina alla sera.

Del loro passato nulla più si verrà a sapere. C’è solo una scena in cui ricompare una ex di lei, pistola in pugno, che vuole ammazzarli entrambi. Come darle torto? Ho sperato in un’improvvisa, salutare virata dalla commedia al melodramma truculento.

Ma niente. I due eroi si salvano e vengono promossi al secondo livello: fare un figlio.

Fatto il figlio, vengono promossi al terzo livello: tradirsi. Ovviamente ci viene fatto pensare che a lui sia venuta quella cosa che viene ogni tanto alla Littizzetto, che nega di aver invidia del pene, ma nostalgia sì. E invece no: Albert è proprio etero. Stella lo trova infatti sotto la doccia con un’altra.

Litigi, quasi divorzio, rappacificazione sul sidecar. Straziante.

Alla fine mi sono chiesto: cosa racconteranno al marmocchio quando, cresciuto, chiederà loro come si erano conosciuti? Avranno il coraggio di dirgli la verità? E cioè: sul set di un film ignobile?

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