Your lovin' touch. Simpatico video gay per un brano "disco" elettronico

Non possono esserci dubbi sul fatto che questo sia un videoclip gay, fin dalla prima apparizione delle due "pazze" ballerine, convintissimamente intente in improbabili arabesques in stile vogueing. Ma per coloro che fossero, ehm, diciamo "diversamente intelligenti", specificherò che il video ha quattro protagonisti, tutti di sesso maschile, pertanto l'invocazione rivolta (e rivolta, e rivolta, e ri-rivolta...) dal cantante per ottenere "il tuo tocco amorevole" da una persona dal sesso non specificato, difficilmente si rivolgerà a individui di sesso alternativo a quello maschile.

E "diversamente intelligente" pare del resto essere anche il regista del video, che per illustrare il concetto di "loving touch" non riesce a escogitare a nulla di meglio che un cellulare touch screen con cui traffica il cantante guardando foto del suo (perduto?) amore: capìta, no, l'allusione sottile? ..."loving touch" ..."touch screen", no, cioè, ...touch in tutti e due, no?, geniale, nooo?
Come? Dite di no? Va be': così come non tutti riescono a masticare chewing-gum e parlare allo stesso tempo (adesso sapete perché non avete mai visto un uomo politico masticare chewing-gum), non a tutti i registi è concesso girare un video e fare cose sensate allo stesso tempo...

Questa è palesemente un'autoproduzione d'un gruppo esordiente (anche se uno dei due componenti, Greg Scarnici, ha alle spalle una copiosa produzione cabarettistica e umoristica), con pochi mezzi promozionali.
Tuttavia il video è dignitoso, al livello di molte produzioni "professionali" italiane, e benché esibisca elementi di camp non sempre intenzionali, riesce nell'eroica impresa (difficile, viste le premesse) di non sbordare mai nel kitsch.

Ripreso in bianco e nero per dargli un tocco raffiné de noantri, perfettamente intonato all'estetica del vogueing (il lusso dei poveracci), il video propone il cantante che canta, le pazze che impazzano, e un bel tenebroso barbuto (della serie "me te se faressi in piedi subito") che ovviamente fa il bel tenebroso barbuto ostentando il suo broncetto da "I'm too sexy for my shirt", e addirittura balla per alcuni secondi col cantante (ma senza nessun touch, perché uno bono così ha paura che gli si possa stazzonare la magliettina griffatissima, se lo si touccha).

Brano da discoteca gradevole (declinato, nell'Ep, in -anta, indispensabilissimi remix), non destinato a marcare la storia della musica ma perfetto per lo scopo ballereccio per cui è nato, "Your lovin' touch" è un buon esempio di quella musica commerciale diretta esplicitamente alla scena disco gay statunitense, e si accompagna a un video più che dignitoso e ben curato.
Non è arte, non ha mai ambito ad essere tale, ma guardando il video non si può lo stesso fare a meno di sospirare: "Perché loro sì, e noi in Italia no?"...

E per chi trovasse gradevole questa musica, gli Undercover hanno messo online la loro produzione, gratuitamente, su Soundcloud.

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autoretitologenereanno
Renaud CamusTricksromanzo2012
Luca Locati LucianiCrisco discosaggio2013

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