The Gay Bed and Breakfast of Terror

4 luglio 2012

L’idea di fondo non era priva di potenzialità: alcune coppie omosessuali si ritrovano in un bed & breakfast isolato nel nulla della provincia americana, attirate da una proprietaria falsamente friendly che in realtà è una fondamentalista cristiana di estrema destra. Il suo scopo è scegliere uno sfortunato da convertire per darlo in sposo alla figlia lesbica, in modo che si redima dai propri peccati. La donna ha pure un figlio mostruoso e cannibale, partorito dopo un’orgia organizzata nel quartier generale dei repubblicani della provincia.

Una trama delirante, che con la sua satira iperbolica e approssimativa può ricordare a tratti il Waters dei tempi d’oro, virato nel genere horror, di cui vorrebbe ovviamente fare la parodia. L’esecuzione, purtroppo, ricorda anch’essa il primo Waters, ma in un tempo in cui questo genere di brutto ben difficilmente può vantare ancora un peso controculturale. In più, il film sfrutta i luoghi comuni più banali, mischiando l’immancabile drag queen con lesbiche maleducate e gay perennemente arrapati, mostrando solo coppie a tal punto in crisi che sembrano in crisi da sempre, arrivando persino a provare nostalgia per un’eterosessualità mancata, tradendo una dose spaventosa di omofobia interiorizzata. Tanto che alla fine, morte la madre e la figlia, a sostituirle (anche nel loro fondamentalismo) ci penseranno la drag queen e una delle lesbiche, che si prenderanno cura del figlio mostruoso dopo aver ucciso gli ultimi ospiti gay superstiti. Gestita con una diversa intelligenza, avrebbe anche potuto diventare una bella metafora di come un certo mondo omosessuale sogna l’integrazione scimmiottando la famiglia tradizionale, ma l’imitazione della cattiveria politicamente scorretta di Waters si traduce alla fine in un semplice masochismo incapace di concepire alternative a se stesso. Di questo passo il film, che avrebbe dovuto (e potuto) essere divertente, finisce con l’essere insultante, oltreché di una noia mortale, perché se la parodia di tanto in tanto funziona, la paura è inseguita con l’affanno di espedienti risibili che non ottengono mai l’effetto desiderato.

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