Riapre il sipario sul Torino GLBT Festival

Un punto di riferimento per la cultura queer

Da Sodoma a Hollywood inizia il 28 aprile alle 21,00 presso la sala 6 dell'UCI Cinemas Lingotto di Torino: la 26° edizione del Torino GLBT Film Festival vedrà una ricca programmazione sostenuta da autorevoli organizzatori, guidati dalla storica direzione artistica di Giovanni Minerba. La partnership con Uci Cinemas ha dato all'edizione di quest'anno quella dovuta attenzione che da tempo il Festival ha saputo costruirsi, con l'autorevolezza e la qualità internazionale delle opere in programmazione. Il calendario del Festival proseguirà, poi, al Multisala Cinema Massimo, dal 29 aprile al 4 maggio. Il logo della 26° edizione è stata realizzata da Massimo Fenati, già famoso per la realizzazione nel 2005 della striscia a fumetti Gus & Waldo, tradotta in cinque lingue, storia, in parte autobiografica, di due pinguini gay, ritratti nella loro quotidiana vita di coppia e tradotta in un cortometraggio presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2009. Quest'anno una novità si affaccia nell'ambito di Esperienza Italia 150°: Vintage: Italia 150, il nostro Risorgimento. La sezione comprende film e autori che hanno dato un contributo nel narrare l'omosessualità, attraverso Senso, Salò e Il conformista, alcuni grandi titoli che rivedono la storia del nostro Paese: dall'epopea ottocentesca di un Luchino Visconti alla perversione mista a tinte di sadismo di Pier Paolo Pasolini, fino a giungere "all'ambiguità politica e morale" di quel potere fascista descritta da Moravia e rappresentata da Bernardo Bertolucci. In questa sezione non mancheranno opere firmate da Franco Brusati con Dimenticare Venezia, da Fabio Carpi con Quartetto Basileus, e da Vittorio Caprioli con molto camp, Parigi o cara, molto camp con la prestigiosa Franca Valeri.

Il Focus di quest'anno mette insieme moda, storia del fashion style con l'arte cinematografica, individuandone le connessioni e le influenze avutesi tra le due realtà. Veruschka di Paul Morrissey e Bernd Böhm, la cui sceneggiatura è stata scritta da Veruschka, è la storia di una delle prime modelle, contessa e icona del look optical. In programmazione non poteva mancare "Omofobia, l'odio mangia l'anima", ampio sguardo sulle produzioni documentaristiche e non, che denunciano le repressioni e le persecuzioni che avvengono in diversi angoli del mondo, da quelle più gravi, per esempio la Lettonia, l'Iran, a quelle più striscianti e indirette dell'occidente, come l'Italia. In questa sezione troveremo il nepalese Beauty and Brains, un documentario in anteprima nazionale diretto da Catherine Donaldson, breve spaccato di uno stato che vede un governo chiamare la comunità glbt a collaborare alla nuova Costituzione per quanto riguarda i diritti delle persone gay e appartenenti al terzo sesso, i transgender locali.

Il reportage riprende uno spettacolo itinerante organizzato da Blue Diamond, fondatore della comunità gltb nepalese, un vero talent show dove quel che conta è l'estetica e l'espressività culturale e artistica. Diamo, infine, uno sguardo alle pellicole ospitate al Festival. James Franco, autore conosciuto nella cultura gltb per la sua capacità di narrare personaggi queer, è presente con The Clerk's Tale, storia introspettiva di due commessi di uno store di alta moda, i cui sguardi si incrociano senza mai approfondire i loro sentimenti, tutto rimanendo superficie nel flusso incessante di una sterile quotidianità.
Roberto Cuzzillo, già componente di giuria per la sezione Concorso Cortometraggi lo scorso anno, ritorna come autore e regista con l'anteprima di Camminando verso, insieme alla coproduzione italo-argentina La llamada - Il richiamo di Stefano Pasetto, entrambi nella sezione Binari Lungometraggi.amori femminili. Dello stesso autore ricordiamo il successo avuto nel 2008 con Senza fine, storia di due donne, Emina e Antonia, la prima delle quali nasconde un proprio passato, che vuole chiudere ma che ritorna prepotentemente con l'arrivo del suo amico bosniaco.

Oggi "Da Sodoma a Hollywood" - Torino GLBT Film Festival", gestito e amministrato dal MuseoNazionale del Cinema, primo festival gay fondato in Europa, è terzo al mondo dopo i celeberrimi Frameline di San Francisco e Outfest di LosAngeles. Nasce nel 1986 come semplice rassegna di cinema omosessuale da un'idea di Giovanni Minerba e Ottavio Mai, filmaker improvvisati e produttori di opere che parlano di omosessualità in modo non stereotipato o negativo, come diversa filmografia in commercio raffigurava ai tempi, e sarebbe da dire attualmente. Nonostante la Regione Piemonte, dopo anni di sostegno, abbia deciso attraverso l'assessorato alla cultura di revocare il patrocinio, atto che dimostra l'assenza di considerazione di eventi culturali di alto contenuto da parte di alcuni amministratori, oggi il Festival rimane un punto di riferimento della cultura cinematografica glbt imprescindibile, attraverso cui passano tematiche con la voce della settima arte.
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