Ragazze in uniforme

20 giugno 2004

Tratto da un dramma della scrittrice lesbica Christa Winsloe, l'opera prima di Leontine Sagan rappresenta uno degli ultimi colpi di coda della cinematografia della Repubblica di Weimar, che ai suoi albori aveva prodotto tra l'altro Anders als die Andern (1919). Mädchen in Uniform è stato a lungo considerato "semplicemente" come un film antimilitarista, e certo nella figura della direttrice del collegio sbeffeggia la nostalgia per l'Impero prebellico e per la disciplina militare, senza contare gli inquietanti riflessi della diffusa attesa di un nuovo leader, leggibile tra le righe persino del salmo cantato dalle allieve. Il luogo stesso nel quale è ambientato il film, un collegio per figlie povere di ufficiali dell'esercito prussiano, simboleggia la decadenza di un mondo agonizzante che la direttrice si sforza di tenere in vita ma che si dovrà rassegnare a veder mutare quando, nel finale, sarà costretta e ritirarsi di fronte alla solidarietà di tutte le allieve che salvano la protagonista dal suicidio (ma la versione teatrale e la novellizzazione che ne trasse tempo dopo la stessa Winsloe si concludevano entrambe con la morte della ragazza).


Ciò che colpisce di più lo spettatore odierno è però l'esplicito contenuto lesbico del film, sottolineato dalla fotografia soffusa che rimarca gli aspetti sentimentali e romantici dei rapporti tra le ragazze, senza disdegnare per altro una certa sensualità. L'uso insistito dei primi piani, in particolare, con i volti luminosi circondati di luce, rimarca costantemente l'innocenza delle ragazze ma anche la repressione del collegio che le costringe a esprimere i loro sentimenti in modo furtivo, spesso solo con occhiate d'intesa.

A risultare sorprendente è soprattutto il fatto che il lesbismo non riguarda solo la protagonista, innamorata della sua docente, ma sembra in qualche modo interessare tutte le allieve del collegio. Il bacio della buonanotte dispensato alle allieve è per tutte un momento erotico atteso con trepidazione e il fatto che le ragazze si innamorino della bella e sensibile professoressa è considerato naturale e persino inevitabile anche dalle inservienti del collegio.

La docente, dal canto suo, inizialmente sfrutta l'affetto delle allieve solo per ottenere da loro più facilmente obbedienza e applicazione allo studio, ma in seguito allo scandalo sollevato dalla direttrice prende coscienza della reale portata dei sentimenti suoi e delle studentesse, che difende con passione: "quello che lei definisce peccato io lo chiamo il grande spirito dell'amore che può assumere mille forme", dice alla preside.


Il film riscosse un largo successo di pubblico e di critica, ma circolò per lo più in forme censurate. La battuta che abbiamo appena citato, per esempio, venne eliminata dalla copia americana, mentre in Germania il nascente regime nazista aggiunse un finale posticcio (oggi perduto) per correggere il messaggio del film. La regista del film lasciò subito la Germania e continuò la carriera cinematografica, per poco tempo, in Gran Bretagna, mentre il film sarebbe stato riscoperto nella sua versione originaria solo negli anni '70: fu allora che il movimento femminista fece di questo film, interpretato solo da donne, uno dei suoi baluardi.

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