Avventure di un abate vestito da donna

7 ottobre 2004

Questo romanzo autobiografico racconta gli anni di giovinezza (il romanzo termina quando Choisy ha circa 23 anni!) di François-Timoléon de Choisy (1644-1724), un travestito eterosessuale.

Abate e scrittore, è autore tra l'altro di una ponderosa Storia della Chiesa scritta fra un travestimento e l'altro (e la testimonianza su questa circostanza arriva da un suo parente, il marchese d'Argenson, che lo ospita negli ultimi anni della sua vita).

Nel 1687 fu anche eletto membro dell'Académie Française.


La storia narrata in questo libro ci è pervenuta grazie all'insistenza di Madame de Lambert, amica dell'abate, che lo convinse a fare un libro delle sue vicende.


La prima a volere il piccolo Choisy vestito con panni femminili è sua madre, ma questo (sono parole dello stesso abate) non giustifica il suo comportamento successivo.


È l'età adulta quella in cui Choisy può dare sfogo alle sue pulsioni: dopo aver recitato per cinque mesi in una commedia, vestito da donna, sul palcoscenico di una grande città, Choisy decide di trasferirsi nel fauburg dove la gente “non avrebbe trovato nulla da ridire”. Comincia così la sua opera di travestimento che lo consacra all'aspetto al quale maggiormente aspirava: una bellissima dama.

La trama di questo libro è un susseguirsi di intrighi amorosi gestiti dalla brillante (ormai) Madame, con damigelle della buona società e non, che egli arriva addirittura a far travestire da uomo per sancire il loro legame.


Ciò che sconvolge è l'assoluta semplicità con il quale viene accolto, a detta dello stesso Choisy, il suo travestimento femminile. I vari personaggi che vengono a contatto con lui non hanno nulla da ridire sulla sua stravaganza, anzi: la considerano ancora più amabile in quanto rende giustizia a una bellezza così straordinaria. Ed è così che quando qualcuno osa lamentarsi con un cardinale della sua condotta, giudicando i suoi vestiti “magnifici”, la tranquillità ritorna con la semplice verifica della normale eleganza dei bei vestiti della signora. Almeno, questo è quanto ci racconta Choisy...


Lo scopo dell'abate nei suoi travestimenti è semplicemente l'adorazione altrui. Ed è proprio questo irrefrenabile narcisismo che gli fa dire:


Più di una volta ho fatto questa dolce esperienza, e quando mi sono trovato ai balli o a teatro, con belle vesti, diamanti e nèi, e ho sentito dire sotto voce accanto a me: 'Che bella dama!', ho gustato tra me un piacere che non può essere paragonato a nulla, tanto è grande. L'ambizione, le ricchezze, nemmeno l'amore l'uguaglia, perché ci amiamo sempre più di quanto non amiamo gli altri”.


La storia di questo antesignano caso di travestitismo di un eterosessuale, ossessionato dalla continua e goduriosa descrizione dei sui eleganti abiti, dei suoi “mai troppi” nèi, dei suoi gioielli e delle sue elaborate acconciature, continua dunque tra le coltri che accolgono Choisy e le sua prede e che nascondono, a volte addirittura sotto gli occhi degli ospiti del giorno, le loro manovre sessuali.


Da segnalare è l'incontro con Madame de Sancy (questo è il nome che l'abate si era scelto per vestire i panni femminili) e Monsieur ovvero il cadetto di Luigi XIV. Anche il fratello del re infatti:


[...] avrebbe desiderato molto vestirsi anche lui da donna, ma non osava, a causa della sua dignità (i principi sono prigionieri della loro grandezza); la sera si metteva una cuffietta, degli orecchini pendenti e dei nèi, e si contemplava negli specchi.

Incensato dai suoi spasimanti, dava tutti gli anni un gran ballo, il lunedì grasso.”


Dopo una serie di avventure amorose il racconto si conclude con una ormai stanca signora che, alla “veneranda” età di... 23 anni, sentendosi oramai vecchia e quindi impossibilitata (anche per un veto dei parenti) a continuare il suo vezzo, compie l'immancabile viaggio in Italia in cui perderà la maggior parte della sua fortuna e che gli farà rimpiangere di essere tornato agli abiti maschili con la seguente sentenza:


Magari avessi fatto sempre la bella, fossi anche stata brutta!

Il ridicolo è preferibile alla povertà”.

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Altre recensioni per Avventure di un abate vestito da donna

titoloautorevotodata
Avventure di un abate vestito da donna [1737]. Un travestito dell'Ancien RégimeGiovanni Dall'Orto
15/05/2005

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