Il mercante di Venezia

27 marzo 2005, "Pride", febbraio 2005

Quasi sempre i film minimizzano o addirittura eliminano gli spunti gay che pure esistono nei libri a cui si rifanno. Il mercante di Venezia di Michael Radford (il regista de Il postino), presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e in questi giorni nelle sale, è invece il caso opposto. Andatelo a vedere perché è una delle più straordinarie storie d'amore fra due uomini mai raccontate.
Il film è un'ennesima trasposizione sullo schermo del celebre dramma shakespeariano, che ha sempre attratto il cinema grazie alla figura di Shylock. Stranamente però l'opera non ha mai prodotto nessun film veramente eccezionale e lo stesso Orson Welles, autore di tre superbi rifacimenti shakespeariani, non è andato oltre a frammenti di un film incompiuto.
Neanche il film di Radford è un capolavoro, anche perché affronta il dramma con un taglio tradizionale che non offre momenti particolarmente forti. La cosa migliore è così l'ottima interpretazione di Al Pacino e la verosimile ricostruzione di un'affascinante Venezia.
L'usuraio ebreo Shylock (Al Pacino) firma un insolito contratto per il prestito di un grossa cifra al mercante Antonio (Jeremy Irons), che a sua volta deve darla all'amico Bassanio (il bel Joseph Fiennes), innamorato di Porzia. Se non verrà risarcito, Shylock (più volte ingiuriato e schernito da Antonio) potrà prelevare dal corpo di costui una libbra di carne, a suo piacimento.
La notizia che i vascelli di proprietà di Antonio sono andati perduti fa sì che questi non sia più in grado di ottemperare al risarcimento.
Shylock esige dunque che il pagamento venga rispettato. La legge è dunque dalla sua. Quando però tutto è pronto, e Antonio offre il suo petto nudo per saldare il debito, Porzia, travestita da avvocato, spigola tra le leggi, arrivando alla conclusione che per l'usuraio sia impossibile prelevare esattamente una libbra, né più né meno, e che la cosa, in ogni caso, comporterebbe un'inevitabile perdita di sangue, cosa non prevista dal contratto. Shylock così è vinto ed è costretto a dare via tutti i suoi beni che però gli vengono restituiti poiché si converte al cristianesimo.
Nonostante nell'opera coesistano più intrecci (come le storie d'amore di Bassanio e Porzia e di Jessica con Lorenzo) tutto si concentra attorno alla figura indimenticabile di Shylock. Inizialmente comico per certi versi, l'ebreo è una figura impregnata di una dolente umanità: i suoi discorsi danno un senso diverso alla sua meschinità, e le cattiverie che è costretto a subire quotidianamente aprono un amarissimo squarcio sulla bieca bassezza umana. Tanto che la sua figura, superando tutti i luoghi comuni sull'antisemitismo a cui pure Shakespeare aveva attinto a piene mani, assurge a simbolo di un popolo oppresso che chiede al resto dell'umanità di non essere più tale.
Nel nostro caso il punto centrale è però il rapporto fra Antonio e Bassanio. Il registra sottolinea ampiamente e con enfasi quale fosse la relazione affettiva fra i due uomini, del quale sono coscienti anche i loro amici.
Lo stesso Shakespeare è molto chiaro al riguardo, tanto che non c'è bisogno di leggere fra le righe. Nel dramma, Solanio, un amico di Bassanio, afferma che "credo che Antonio ami la vita solo per amor di Bassanio", mentre quest'ultimo nel corso del processo dice "Antonio, io mi sono sposato una donna che mi è più cara della vita; ma la mia stessa moglie, che è per tutta la mia vita, e il resto del mondo, non valgono per me quanto la vita tua; e li sacrificherei, in pieno". Forse in nessun altro dramma shakespeariano esistono frasi così dense sul legame fra due personaggi maschili.

Del resto William Shakespeare, pur sposato e padre, ebbe quasi sicuramente molte storie d'amore con altri uomini: il più celebre fra i suoi amanti è quel W.H. - altro non sappiamo oltre le iniziali, al di là di supposizioni varie - al quale furono dedicati gli splendidi Sonetti, e che è stato oggetto di un acuto saggio di Oscar Wilde.
Ragione ottima per trasporre in una sua opera una storia d'amore in cui si è pronti al sacrificio della vita per amore dell'altro.

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