Niente baci sulla bocca

16 aprile 2005, "A qualcuno piace gay" (La libreria di Babilonia, 1995)

Il titolo si rifà alla frase della marchetta Pierre: "Non bacio sulla bocca, non succhio e non mi faccio scopare", che esprime il momento più significativo della sua iniziazione parigina. Nella capitale, il ragazzo vive infatti il rituale percorso di una progressiva presa di coscienza, attraverso esperienze traumatiche: ambizioso, cocciuto, un po' grezzo e dotato di quel cinismo necessario per sopravvivere, rifugge dai rapporti più comodi - quello sessuale con Eveline o l'altro platonico con Romain - per accettare in pieno la logica della domanda/offerta, che gli permetterà di arricchirsi e, soprattutto, di esercitare potere.

Fallito il sogno di diventare attore, Pierre lo diventa nella vita: recitando, vende il suo corpo, ma non la sua anima, sui marciapiedi e nelle saune solo per quel po' che gli aggrada ed ad un prezzo esorbitante (1000 franchi!), che riesce ad incuriosire i clienti.

Questa logica che si dimostrerà però perdente con Ingrid, che cerca di vanamente di comprare: cambiato il ruolo, cambiano anche le regole del gioco e Pierre sarà umiliato proprio nello strumento del suo potere, il corpo, utilizzato oltretutto non come mezzo di piacere (il magnaccia per eccitarsi sfrutta la ragazza) ma come mero oggetto. Un'umiliazione che farà scattare in lui il desiderio della rivalsa e lo farà arruolare.

Nonostante il suo assunto morale, il film sa emozionare, per quanto non voglia certo essere accattivante: tutti i personaggi - escluso forse Romain - corrono per sé, a cominciare dallo stesso protagonista, un ribelle individualista e megalomane che non fa molto per rendersi simpatico e che rende quasi plausibile la sua punizione finale.

Né il giudizio sull'omosessualità appare più clemente, anche se nel film serpeggia un certo imbarazzo del regista, tanto da far venire il fondato sospetto di aver voluto prendere le distanze da un argomento che però lo intriga non poco. Non a caso il film, dallo stile asciutto, concede molto poco al bel protagonista, mai nudo o in situazioni eccitanti (ma la scena dello stupro, pur nella sua violenza, sa essere efficacissima) mentre nell'unica occasione si dà spazio al nudo di Emmanuelle Béart.

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