Amore fatale, L'

22 aprile 2005, Babilonia, maggio 1998


Come nei suoi romanzi precedenti (Bambini nel tempo, Lettera a Berlino, Cani neri) anche in quest'ultimo L'amore fatale Ian McEwan racconta una storia inquietante che nasce dall'incontro-scontro di una persona comune con un avvenimento imprevedibile e eccezionale.

Il protagonista del romanzo è Joe Rose, uno scienziato prestato al giornalismo, noto al pubblico per i suoi scritti di divulgazione scientifica particolarmente apprezzati per la loro chiarezza. Pacato e metodico egli è avvezzo ad analizzare ogni cosa con scrupolo, a incasellare e ordinare senza perdere mai il contatto con la realtà.

Vive con la moglie Clarissa, ricercatrice, studiosa di Keats e insegnante all'Università. Con lei ha un ottimo rapporto di amore e di stima. In maniera strana e bizzarra nella vita di Joe Rose irrompe Jed Parry, portatore di una visione del mondo diametralmente opposta.

Jed Parry è un disoccupato che conduce una vita agiata grazie ad una eredità. Vive solo. E' omosessuale, anche se sembra che il sesso non abbia molta importanza per lui, incline com'è a sublimare tutto in un fortissimo senso del religioso, fino al fanatismo.

Il suo rapporto con la realtà è extrasensoriale; vede segni dappertutto e vive in un suo mondo immaginario, da medioevo o da spiritualità new age, nel senso che ogni cosa per lui fa parte di un preciso disegno divino.

Joe Rose e Jed Parry sono insomma due persone assai diverse che non hanno niente da dirsi. Il loro incontro è l'avvio di un vero e proprio cataclisma psicologico.

Entrambi sono per caso su un prato quando vedono planare un pallone aerostatico; si sentono delle grida, un bambino è nel fondo del pallone e non riesce a scendere, qualcuno è impigliato ad una fune.

Tra i primi ad accorrere ci sono Joe Rose e Jed Parry.

La precisione minuziosa dell'incontro preannuncia lo sconvolgimento emotivo che seguirà: "con le nostre camicie bianchissime sullo sfondo verde, ci correvamo incontro come due amanti, ignari della sofferenza che da quel groviglio sarebbe nata".

I soccorritori si aggrappano alla fune per impedire che il pallone si rialzi, poi rinunciano, ma uno, in uno slancio di altruismo, insiste e muore.

Quando Joe vede sul volto di Jed la mortificazione e il suo stesso senso di colpa, per il solo fatto di essere vivo forse per una forma di cieco egoismo, lo conforta, ma poi, quando entrambi sono vicini al cadavere e Jed lo invita a pregare, egli rifiuta con fermezza, ribadendo la sua visione laica e razionale del mondo.

Ma qualcosa è scattato nella mente di Jed Parry e la sera Joe riceve una sua telefonata a dir poco sconvolgente: "Volevo solo dirti che capisco quello che provi. E' lo stesso anche per me. Ti amo".

Chi è Jed Parry? Un omosessuale innamorato della persona sbagliata? Uno psicopatico? Anche l'amore di Jed Parry, come tutto, ha, per il lucido e razionale Joe Rose, una spiegazione: si tratta della cosiddetta "sindrome di de Clérambault": la convinzione delirante del soggetto affetto da tale sindrome di essere in comunicazione amorosa con un'altra persona.

Delineata dallo studioso francese de Clérambault la sindrome sembrò in un primo tempo riguardare solo soggetti di sesso femminile; successivamente sono aumentati i casi di soggetti di sesso maschile e l'ossessione ha smesso di riguardare solo casi di attrazione eterosessuale.

Di fronte a questa sindrome la scienza sembra essere impotente: le manifestazioni di indifferenza o anche di odio sono interpretate dal "paziente"" contraddittorie, ma non scalfiscono la convinzione di essere amati.

E così la scienza e la razionalità cominciano a vacillare. Joe Rose, nonostante la sua lucidità, non riesce a comunicare né con la moglie, né con la polizia, ed è spinto in un tunnel di solitudine e di incomprensione in cui emerge tutta la sua fragilità, fino ad ora occultata da una rassicurante pratica scientifica e classificatoria.

Anche nella sua convinta eterosessualità affiora qualche crepa, anche se il suo rifiuto di ogni coinvolgimento emotivo col paranoico Jed è categorico. La convinzione che non esistendo alcuna speranza l'amore di Jed si trasformerà in indifferenza o in odio, si rivelerà errata.

Jed Parry vive nell'assoluta certezza che l'oggetto del suo amore non potrà mai trovare la felicità senza di lui: la loro relazione non potrà non essere riconosciuta e approvata su scala universale.

Il romanzo, forse il migliore di Mc Ewan, procede con l'andamento tipico del thriller e il lettore rimane inchiodato alla pagina conquistato non solo dalla storia, ma anche dall'indagine, etica e conoscitiva, dei comportamenti umani.

Così nel libro, che l'autore definisce "romanzo di idee" serpeggiano tanti problemi relativi all'agire umano.

Qual è, per esempio, il confine tra l'istinto alla cooperazione e l'istinto all'egoismo? "Appesi lassù a qualche metro di altezza sopra la scarpata delle Chiltern, il nostro equipaggio affrontò l'antico irrisolto dilemma morale tra il noi e il sé".

Nella visione del mondo del protagonista e nella prosa stessa, quasi scientifica nella sua minuziosa precisione, c'è l'esaltazione della scienza, la volontà di dare ordine al caos, ma il romanzo è anche la rappresentazione dei limiti della scienza.

E cìè infine la perturbante e ossessionante storia della patologia amorosa di Jed Parry. E noi sappiamo, da Freud in poi, che attraverso l'analisi delle patologie si arriva alla comprensione di tanti "normali" comportamenti umani. Nella patologia di Jed non c'è qualcosa dell'amore tout court, eterosessuale o omosessuale che sia?

Le tante domande che il libro pone non hanno risposte, anzi l'autore sembra voler potenziare la nostra capacità di comprensione del mondo proprio ponendo domande, anche le più crudeli e inquietanti.


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