Making Love

24 maggio 2005, "A qualcuno piace gay" (La libreria di Babilonia, 1995)

A distanza di dodici anni dal clamoroso successo di Love Story, lo stesso regista pensò di girare un film analogo di argomento gay. Pur restando lontano dalla straordinaria affermazione del primo, anche questo riscosse un lusinghiero successo, anche perché molti apprezzarono il coraggio avuto nell'affrontare uno tra gli argomenti più schivati da Hollywood.

Per vincere questa scommessa, Hiller ha confezionato un film che ha risposto alle esigenze di una vasta platea: proprio in queste sue caratteristiche, il film - che ha comunque un posto innegabile nella storia del cinema gay - trova non pochi risvolti positivi e, nello stesso tempo, quelli che lasciano più perplessi.

Rispetto a Love Story la vicenda è senz'altro meno patetica e banale ed è esaminata senza alcun pregiudizio, in maniera distaccata e lucida.

Il fatto che l'omosessualità sia stata inserita in un quadro assolutamente normale - lontano da marchette o latrine - con persone in cui è facile identificarsi, ha concorso sicuramente nella sua credibilità. Ma proprio questo, d'altra parte, è uno dei suoi limiti più evidenti: l'aver circoscritto la storia ad un gruppo di persone della upper class, belle e ricche. Un tono decisamente idilliaco ed ottimista, che dà una certa patina di falso, quasi da fotoromanzo, a cui non sfuggono le stesse relazioni gay, vissute senza alcun profondo trauma.

Viste le premesse le scene di sesso non sono certo forti, ma sanno essere ugualmente coinvolgenti, come quella celebre del bacio tra Zach e Bart.

Ciò detto, il film è però un delicato impasto di equilibrate emozioni e sa commuovere, anche grazie alla valida caratterizzazione dei personaggi, messi bene a fuoco. Zach, in particolare, con tutte le sue contraddizioni: la presa di coscienza della sua omosessualità e la difficoltà di accettarsi, il misto di attrazione e repulsione verso gli ambienti gay, il cercare negli altri uomini l'amicizia e l'amore prima che il sesso. Ma sono ben disegnati anche Bart - un gay perfettamente felice della propria omosessualità e strenuamente difeso a difendere la propria libertà, contrassegnata da incontri occasionali - e Claire, dai contrastati sentimenti.

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titoloautorevotodata
Love Story versione gayMauro Giori
08/02/2008

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