Mysterious Skin

22 giugno 2005, Pride 72, giugno 2005

Già presente a Venezia, Mysterious Skin, distribuito ora nelle sale da Metacinema, è piaciuto tantissimo anche al ToGay (dove, per la cronaca, c'è stato il record di ben 4 film che usciranno nelle sale e che tratteremo volta per volta). Successo meritatissimo per un film capace di accontentare sia i tanti fan di Araki (Doom Generation e Ecstasy Generation) sia coloro che trovano troppo forti le tinte violente abituali del cinema del regista nippoamericano, qui poco presenti.

La storia è tratta dal fortunato romanzo omonimo di Scott Heim. Niente sembra collegare due diciottenni che abitano in una cittadina del Kansas: Brian Lackey (Brady Corbett) e Neil McCormick (Joseph Gordon-Levitt). La vita di Brian ha avuto un irrimediabile trauma quando a otto anni si è ritrovato nello scantinato di casa sua tutto malconcio e col sangue che gli colava dal naso, senza ricordare cosa gli fosse successo. Da quell'episodio le sue giornate sono costellate da incubi, svenimenti o dal terrore del buio e non trova altra spiegazione che di essere stato rapito dagli Ufo. L'unica cosa che sembra interessare Brian, quasi asessuato e fondamentalmente distante da tutto, è dunque chiarire cosa gli sia accaduto e in questo è fermamente convinto, non sa neanche lui bene il perché, che solo l'amico Neil possa aiutarlo a svelare quel mistero.

Da parte sua, Neil ricorda in maniera ben diversa i suoi otto anni, rimpiangendo in particolare il rapporto che aveva con l'allenatore della squadra di baseball (Bill Sage). Dinamico e volitivo, ha molti rapporti con ragazzi; da un po' di tempo si è trasferito a New York dove si prostituisce, sperando di trovare qualcuno che gli dia quelle attenzioni che da piccolo gli offriva l'allenatore. Tornato in Kansas, è contattato da Brian, al quale spiegherà finalmente cosa si nasconde dietro quell'episodio che tanto ha segnato la vita di entrambi e quale sia stato il ruolo dell'allenatore nel fatto.

Per entrare dentro la "pelle misteriosa" di questi due ragazzi, Araki ha modificato il suo stile in questo film, il suo primo non scritto da lui, che si sviluppa sulle vite parallele dei due ragazzi - quasi due facce della stessa medaglia - e su due piani temporali, separati da dieci anni di distanza. Grazie all'uso di una voce narrante, ad un montaggio efficacissimo e ad un uso insistito della macchina da presa soggettiva, Araki riesce a coinvolgere lo spettatore, facendogli compiere lo stesso percorso emotivo dei due adolescenti, di cui rivela appieno l'universo ferito e nello stesso tempo ricco di un immaginario onirico, quello che fa rileggere a Brian la violenza subita come un rapimento da parte degli alieni.

Raramente qualcuno ha saputo parlare di un argomento tabù come la pedofilia (mi viene in mente solo Todd Solondz) senza girare oziosamente attorno all'argomento e con una rispettosa delicatezza che sa parlare direttamente al cuore degli spettatori, lasciando loro qualcosa che dura anche dopo la proiezione. Stavolta quindi Araki entra nel mondo dei ragazzi non con la ferina violenza di Larry Clark, ma con un un tono più intimo, che ricorda il primo Gus Van Sant. Il tutto senza dare giudizi e senza voler distinguere il bene dal male (posizione che ha dato fastidio all'America perbenista, dove non a caso il film non ha trovato ancora un distributore). E regalando alcuni momenti di grande intensità, come il primo bacio che Neil e l'allenatore si scambiano o l'abbraccio finale dei due ragazzi, ossia della vittima e di chi è stato complice del suo oltraggio.
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titoloautorevotodata
Mysterious SkinRoberto Cangioli15/06/2005

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