E adesso, sesso!

Vi è mai capitato che lo psicanalista vi chiedesse di farvi un pompino? O di incontrare al supermercato la moglie dell’uomo che vi scopate regolarmente? O più semplicemente di ritrovarvi a cena da una coppia di amici dediti ai triangoli erotici? Se le avventure erotiche impreviste, sconce e travolgenti non fanno parte delle vostre abitudini, sono invece il pane quotidiano dei protagonisti delle storie di Men on Men 4 la Antologia di racconti gay curata da Daniele Scalise per gli Oscar Mondadori (252 pagine, 8.40 euro) in libreria da poche settimane.
Sembra che dopo aver “sdoganato” nelle precedenti edizioni la letteratura gay e l’amore tra uomini, Scalise abbia trovato tra gli autori coinvolti materiale sufficiente per raccontare la sessualità – o almeno alcuni suoi aspetti – come viene vissuta dagli omosessuali. Per carità, nessuno affermi che le avventure erotiche narrate nel libro esauriscano le infinite modalità con cui può essere vissuto il sesso tra maschi! Non di meno si ha la sensazione che certi argomenti, ancora poco frequentati nei libri gay editi da grosse case editrici generaliste (il sesso promiscuo, gli incontri occasionali, la prostituzione maschile e anche il sadomasochismo) possano finalmente trovare voce ed essere raccontati anche al lettore non avvezzo.
Ma vediamo i contenuti del libro, a partire dalla ottima introduzione del curatore. Come nelle precedenti edizioni, Scalise approfitta dello spazio per mettere nero su bianco alcune riflessioni sulla “letteratura gay”, sulla sua esistenza e sul suo stato di salute. In questo caso le parole sono spese sulla definizione di “buona letteratura gay”; i canoni di riferimento – afferma Scalise – non possono che essere quelli di tutte le altre scritture. “Eppure lo scrittore omosessuale un rischio in più lo corre. Ed è quello dell’approssimazione, del dilettantismo vacuo, dell’introspezione disarticolata, della sgrammaticatura, dell’indolenza passionale, della fragilità del racconto, del giustificarsi e giustificare la pagina con un travaglio interiore ed esteriore che riguarda più o meno tutte le persone omosessuali”. Parole sante che non chiedono di aggiungere altro, se non che nei racconti contenuti del libro questi rischi sono abilmente evitati.
Le storie – che siano rese con ironia e umorismo o con drammatico senso della morte – si traducono in un linguaggio maturo, generalmente di alta qualità. Sono dieci gli autori presentati in Men on Men 4, alcuni già letti nelle raccolte degli scorsi anni altri – la maggior parte – assolutamente nuovi. Usano stili diversi per raccontare storie e personaggi diversi, ma tutti – o quasi – con un alto livello qualitativo. Da un lato c’è la godibilissima e scanzonata leggerezza usata da Stefano Tummolini per raccontare di quando Brad Pitt ha cercato di “rimorchiarlo” sulla spiaggia gay do Torvajanica o i quando ha convinto Fassbinder ad andare a vedere “Parla con lei” di Almodovar; dall’altro i toni cupi, notturni e funerei in Il silenzio di Davide Ialeggio che segue una marchetta nell’appartamento in cui il cliente chiederà di essere brutalizzato. Tra questi estremi c’è – quasi speculare – la confessione torbida di L’ultima Genesi di Daniele Priori che ha come protagonista un vecchio sposato e con due figlie che si ritrova morto ammazzato per mano di un prostituto, ma anche lo stile schietto e di grande impatto con cui il protagonista di Maionese di Daniele Vecchiotti parla dell’incontro casuale al supermercato in cui ha finalmente potuto guardare negli occhi la moglie del suo amante, o ancora – sempre a proposito di padri di famiglia – l’ambiguità con cui Gerardo Pepe racconta in Sasso di mare dell’inconfessato turbamento con cui un sottufficiale dei Carabinieri viene avvicinato dal fidanzato della figlia. Allegramente ben scritti anche Una pioggerellna fine fine, anch’esso di Daniele Vecchiotti, sul senso di liberazione di un ragazzino che non ha voglia di appiccicarsi l’etichetta prematura di gay, nonostante persino il suo analista pensi di aiutarlo proponendogli una seduta di sesso orale, o il Goal di Michele Gabbbanelli, autore di Perduti in un vagare adriatico (PeQuod, 2003), un lungo tema con cui lo spaccone della classe rivela al professore la sua omosessualità smascherando la propria e altrui ipocrisia. Diaristico lo stile degli altri tre racconti che completano la raccolta: Satè Ayam di Fabio Bo, che mette al centro una coppia stabile ma dedita anche al sesso con terzi, confrontata da un lato con le disillusioni di un amico che non trova il compagno giusto e dall’altro con i sogni di un adolescente gay figlio di un gay; Gay Pride di Antonio Cecchi, vera e propria ricostruzione per date successive del percorso di scoperta dell’omosessualità e di conquista dell’orgoglio; Blue Days, Black Nights, estratto dall’omonimo racconto lungo di Ron Nyswaner, sceneggiatore di Philadelphia e unico autore non italiano dei quattro volumi di Men on Men. Abbiamo volutamente taciuto di Il corridore di Alessandro Coppola che – contrariamente agli altri – ricorre a un linguaggio involuto, criptico ed estremamente faticoso.
Come sempre chiude il volume un documento storico, in questo caso alcune pagine di La vita di Benvenuto Cellini di maestro Giovanni fiorentino. Scritta (per lui medesimo) in Firenze in cui il celebre scultore narra delle sue avventure con ragazzetti e delle risse in cui si trovava coinvolto a causa delle sue pessime frequentazioni e del suo carattere ardente.
Emozionante e ricca, l’antologia Men on Men 4 assume un valore aggiunto se la si pensa non destinata esclusivamente a un lettore omosessuale, se si ipotizza – ma sarà davvero così? – che anche un etero incuriosito possa aprire queste pagine e scoprire alcuni aspetti dell’essere gay estremamente intimi, alcune punti deboli e altri di maggior pregio che emergono dalle storie e dai vissuti dei personaggi, così come da quelli di molti di noi.

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11/12/2005