Bacacay

6 novembre 2005

In Italia Bacacay è apparso solo nel 1968, dopo che era già stata pubblicata la traduzione di uno dei capolavori di Witold Gombrowicz, Cosmo, ma si tratta dell'opera prima del grande scrittore polacco. Bacacay era stato pubblicato in Polonia nel 1933: Gombrowicz stava seguendo con poca convinzione la carriera di avvocato, che avrebbe abbandonato pochi anni dopo, ma aveva già individuato nella scrittura la sua vera vocazione. Nel 1957 sarebbe poi tornato su questi racconti per approntarne una nuova edizione ricca di cambiamenti, che sono documentati nell'appendice dell'edizione Feltrinelli.


Gombrowicz, che già da adolescente aveva avuto esperienze omosessuali, sceglie proprio un personaggio omosessuale per la sua prima fatica letteraria, Il ballerino dell'avvocato Kraykowski. Si tratta di una figura quanto mai curiosa, un tipico parto del gusto ironico e grottesco, a tratti surreale, della scrittura di Gombrowicz: un giovane che, rimesso al suo posto da un ricco avvocato nel momento in cui aveva cercato di superare la fila al botteghino del teatro, decide di vendicarsi dell'offesa subita. Ma la sua vendetta non si consumerà attraverso l'odio e la violenza, bensì per tramite di un amore lucidamente scelto e follemente persecutorio. Il protagonista inizia così a seguire l'avvocato e a perseguitarlo con la sua presenza, umiliandosi masochisticamente al suo cospetto, e non c'è nulla che possa dissuaderlo. Passa le giornate a pedinare il suo amato e a osservarlo, e non sarà soddisfatto finché non sarà riuscito a "consumare", sia pure per interposta persona. L'avvocato ha infatti una moglie insignificante e un'amica di nobile aspetto. Il protagonista decide di spingere l'avvocato tra le braccia dell'amica per sottrarlo alla moglie, che giudica indegna del suo amato. Con misoginia esemplare, scrive allora alla donna scelta per essere amante lettere minacciose perché si conceda e smetta di fare la sdegnosa:

Signora! Come può? Il suo comportamento è incomprensibile, no, cara Lei, così non va! [...] Al suo posto saprei già quali sono i miei doveri, sarebbe bastato un gesto di lui verso il mio piccolo, misero, languido corpicino femminile.

Nella pagina più comica del racconto arriva persino a fissarla nella speranza di condizionarne telepaticamente il comportamento. Scopertosi poi ingannato (i due in realtà se la intendevano già nel parco, a sua insaputa), e dopo una clamorosa scenata pubblica, il protagonista decide il suo estremo atto d'amore, che solo la mente di Gombrowicz poteva partorire: malato e morituro, decide che farà recapitare all'amato avvocato la sua salma, come pegno d'amore.


In un altro racconto, Cose accadute sul brigantino Banbury, un giovane borghesuccio salito a bordo della nave sbagliata si trova a fare un lungo viaggio che diventa sempre più inquietante mano a mano che il tempo passa. La solitudine sembra alterare la logica degli eventi (persino la natura si manifesta in modi assurdi), anche attraverso una certa sovversione sessuale: i marinai iniziano a dividersi i ruoli maschili e femminili, si travestono e si truccano, e formano coppie che si tengono per mano e si scambiano coccole, sconvolgendo l'ospite della nave.


In altri racconti (basti pensare ai felici deliri di La verginità) emerge una sarcastica derisione delle distinzioni di genere e della costruzione sociale dei ruoli maschili e femminili, che nulla hanno di naturale. Questo sarà uno dei motivi centrali di tutta l'opera di Gombrowicz, e in particolare di Trans-Atlantico e, in forma semi-saggistica, del Diario.

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nomeprofessioneautoreanni
Witold GombrowiczscrittoreMauro Giori1904 - 1969
autoretitologenereanno
Witold GombrowiczDiariosaggio2004
Witold GombrowiczPornografiaromanzo1994
Witold GombrowiczSeduzione, Laromanzo1962
Witold GombrowiczTrans-Atlanticoromanzo1971

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