Cucciolo in amore, Un [2004]. Quando l'amore per i cani va un po' troppo oltre.

21 novembre 2005

Kazusa Takashima ha un punto forte e un punto debole.

Il punto forte è che sa disegnare bene, decisamente meglio della media delle sue colleghe. Il suo tratto è sempre molto curato e molto gradevole, e i suoi ragazzi sono meno angolosi e bidimensionali di quelli prevalenti in questo filone. Inoltre, sapendo disegnare, può permettersi virtuosismi come inquadrature di scorcio e di tre quarti, dall'alto e dal basso, che sarebbero pura fantascienza per le sue colleghe che producono figure stortignaccole ogni volta che s'avventurano appena in là dell'inquadratura rigorosamente frontale. Da questo punto di vista, questa disegnatrice è fra le migliori del genere.

Quello che le abbassa la media dei voti è il tipo di storie che escogita. E nel presente albo, rispetto alla serie cavernicolo-dinosaurica di Wild rock, che si fermava giusto al margine dell'abisso del kitsch, Madame Kazusa ha fatto un passo avanti.
Qui siamo nel cattivo gusto sparato. Punto.

Perché il "cucciolo in amore" è, nel caso in esame, un cagnone randagio innamorato d'un ragazzo, che quando riceve le sue carezze si eccita (sessualmente, intendo), e con l'eccitazione si trasforma in ragazzone (ma non del tutto: conserva coda e orecchie da cane), e in tali vesti copula con l'oggetto del suo amore. Madame si diverte a mostrare la convivenza fra uomo e animale, che è prevedibilmente difficile, ma non per i motivi che potremmo immaginare, quanto per l'imbarazzante cambio improvviso di forma corporea della bestia a seconda dello stato del suo pene...

Personalmente trovo disgustosa l'idea di partenza, che per fortuna impesta solo le prime due delle cinque storie riunite in questo albo.

A Madame, che dichiara di amare molto i cani, e di aver disegnato la storia come conseguenza di tale amore, va ricordato di quando la onorata nonna-san le spiegava perché non potesse condividere il suo biberon-san con il cane di casa-san, pur amandolo. Quella spiegazione è ancora valida, e di certo Madame la conosce... solo, ha bisogno di un poco di ripasso... tutto qui.

Delle altre storie, la successive due, "Ed è già estate" e "Pintpoint lovers", sono il racconto di un amore che sboccia in età adolescenziale fra due amici che si reincontrano dopo essere stati divisi nell'infanzia. La qualità del racconto è nella media del genere, ma i disegni, anche qui, riescono a dare una grazia particolare al racconto, anche nelle scene di sesso, che sono molto belle, né troppo esplicite né troppo reticenti.

Gli ingredienti sono quelli soliti: difficoltà ad accettare il fatto di essere coinvolti in una storia omosessuale, vergogna, poi passione, gelosia.. felicità. Queste due sono, dal mio punto di vista personale, le migliori storie di questa autrice che io abbia letto.

Infine, "La principessa pesce rosso" è una breve storia, col sapore delle fiabe tradizionali, che racconta di un pesciolino rosso, salvato da un bel ragazzo, che per ringraziarlo diventa una ragazza e fa l'amore con lui.

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