Alice Winn, In memoriam

25 dicembre 2023

Romanzo d'esordio della scrittrice e sceneggiatrice Alice Winn e già vincitore del premio Waterstones per le opere prime, In memoriam racconta l'epica storia d'amore tra due ragazzi, Henry Gaunt e Sidney Ellwood, studenti del rinomato ed élitario Preshute, scuola londinese d'invenzione modellata sul Marlborough College. Epica sia per il numero di pagine sia per il contesto storico durante il quale si sviluppa la trama: siamo allo scoppio della Prima Guerra Mondiale e il pacifista Gaunt (odia farsi chiamare per nome di battesimo) decide di arruolarsi nell'esercito britannico per la paura della madre che, essendo di origine tedesca, teme che la sua famiglia sia additata come traditrice ma, soprattutto, perché non riesce ad accettare il suo amore per Sidney, che tenta un iniziale approccio, convinto che il loro rapporto sia molto più di una semplice amicizia. Per questo, il giovane, pur non avendo raggiunto l'età necessaria, abbandona la sua vita tra i banchi e parte per affrontare un conflitto nel quale non crede e che, giorno dopo giorno, lo spingerà a ricordare con nostalgia e dolore il suo passato con i compagni e i suoi primi incontri omosessuali. Ciò che non funziona del tutto nella prima parte dell'opera è, invece, la figura di Sidney, classico dandy stereotipato che ama il bello, vive la sua "volontà di potenza" e recita fastidiosamente i versi del poema In memoriam di Alfred Tennyson in ogni occasione possibile, richiamando, seppur alla lontana, i personaggi modellati meglio di Alan Hollinghurst; inoltre, dopo la partenza a sorpresa del suo compagno di college, la narrazione è appesantita da uno stile epistolare ottocentesco fatto di continui scambi di lettere tra i due protagonisti, tra altri (troppi) personaggi ed ex amanti che causano un certo disorientamento nella lettura.

Si risale nettamente la china della qualità quando anche l'esteta decide di arruolarsi: la sezione centrale li vede combattere al fronte, prima separati e poi insieme. In queste pagine, ricche di scontri violenti nelle trincee e di dettagli truci di morti di giovani soldati, spesso adolescenti, Sidney ritrova un Henry imbruttito dagli orrori che ha vissuto e divenuto un alcolizzato. Finalmente scoppierà la passione - sempre tenuta segreta - tra loro ma inimicizie dei tempi della scuola porteranno a una nuova separazione: Henry cade prigioniero del fronte nemico mentre Sidney è convinto che sia morto e anela egli stesso a cadere in battaglia così da ricongiungersi con l'amato. Le pagine splendide della prigionia trasformano In memoriam da un'epopea di amore e guerra a un romanzo di avventura (una scena, in particolare, ricorda la toccante fuga delle ancelle di The Handmaid's Tale), che toglie il fiato pagina dopo pagina anche se lo scioglimento finale, pur essendo una ricompensa per il lettore, è un po' troppo zuccheroso e propone di nuovo un Sidney con cui è difficile simpatizzare.

A intervallare gran parte del romanzo sono necrologi ed elenchi di soldati morti sul fronte, ispirati alla storia vera del "Marlburian", giornale del college Marlborough, che vide centinaia di caduti tra i suoi studenti: attraverso questo strumento che l'autrice colloca astutamente dopo le battaglie, abbiamo un triste resoconto di quali personaggi ce l'abbiano fatta e quali - tanti - no. Anche i sopravvissuti, però, dovranno fare i conti con le profondissime ferite fisiche e psicologiche inferte dal conflitto.

Piccolo appunto finale: come già accaduto con altre case editrici, il romanzo è ricco di strafalcioni di battitura che si ripetono frequentemente soprattutto nella prima parte e che interrompono fastidiosamente l'immedesimazione nelle vicende. Si va da "copro" per "corpo" a "poggia" per "pioggia" a "sti" per "stia", con un tocco anche sintattico ("la maggior parte si spengono") ma il premio va senza dubbio all'intestazione di una lettera dal fronte datata 2015: sarebbe il caso - in vista di una ristampa - di rifare qualche correzione.
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