Per sconfiggere le Tenebre vi sono solo due rimedi: o la Fede o l'Elettricità

20 marzo 2014

Dopo un’incantevole parentesi culinaria, Alessandro Fullin è tornato con un romanzo che è persino migliore dell’illustre precedente Ho molto tempo dopo di te: Panico botanico riesce nell’impresa di coniugare la sua peculiare declinazione trestino-torinese del camp a una divertita diatriba tra Scienza e Fede (e Amore, perché non è vero che tertium non datur).

In un giardino sterminato e spaventoso Irina Lariovna, implacabile virago refrattaria all’abbandono delle proprie facoltà razionali, trascorre le sue giornate a schiaffeggiare aggressivi esemplari di Magnolia horrida e a rileggere improponibili pietre miliari della botanica come Restaurazione e Dittatura dei Gerani. L’eccesso di accademismo di Lariovna non viene mitigato nemmeno dalla visita della vecchia amica Melania Bridge, che è alla ricerca di specie rare da includere in un erbario d’imminente pubblicazione e invece trova le cosce marmoree del giardiniere Esteban. A completare il quadro c’è – naturalmente – una governante lesbica dal sapore hitchockiano, la signorina Prugineim: oltre a custodire il segreto della cupa magione, forse dietro la sua intransigenza e il suo aspetto lacedemone nasconde anche la chiave della felicità.

La penna di Fullin è agilissima e trova i suoi momenti migliori nei brevi motti con cui chiude ogni capoverso, unendo l’Amélie Nothomb dei tempi d’oro (ormai vent’anni fa) a un gusto decisamente cinematografico: alcuni paragrafi potrebbero entrare senza modifica alcuna in un film di Almodóvar. A una prima parte in cui si accumulano nefasti presagi segue una seconda parte che ha atmosfere da vero e proprio romanzo gotico, con un epilogo che niente ha da invidiare a Rebecca, la prima moglie.

Lo stile brachilogico e la brevità del volume rendono Panico botanico una lettura veloce, ma proprio in questo risiede la forza ironica dell'autore. Ironica, e non comica – come tiene a sottolineare Fullin stesso – perché il divertimento dev’essere una cosa seria, e non una scialba replica della realtà con l’aggiunta di slogan orecchiabili e turpiloquio gratuito (ogni riferimento alla quasi totalità dei comici italiani è puramente voluto).

Merita una menzione anche Giovanni Battistini, autore della gaia copertina (qui una versione alternativa).

La riproduzione di questo testo è vietata senza la previa approvazione dell'autore.

Potrebbe interessarti anche…

titolointerpreteanno
Boy From..., The Lavin, Linda1966
Gaio Rettore1980
Gay Boyfriend Hazzards, The2002
We Are What We Are Les Cagelles1983
autoretitologenereanno
Copi (pseud. Raul Damonte-Taborda)Storie puttaneschecomico1977
autoretitologenereanno
AA.VV.Da Sodoma a Hollywoodmiscellanea1995
AA.VV.Gay rootsmiscellanea1991
AA.VV.Pop Campsaggio2008
AA.VV., Stefano Casi, Sandro Avanzo, Andrea Adriatico, Gabriele Carleschi, Stefano Casagrande, Alessandro Fullin, Rinaldo LuchiniTeatro in deliriomiscellanea1989
AA.VV., Richard Dyer, Philip CoreCampsaggio1999
Alberto ArbasinoNarcisata, La - La controraracconti1964
Alberto ArbasinoSuper Eliogabaloromanzo1969
Sandro Avanzo, René de Ceccatty, Stefano Casi, Marco Pustianaz, Luca Scarlini, Franco Quadri, Enzo MoscatoTeatro inopportuno di Copi, Ilsaggio2008
Dario BellezzaTurbamentoromanzo1984
Bruce Benderson, James BidgoodJames Bidgoodfotografia1999
Tutti i risultati (28 libri) »
titoloartistaanno
AlejandroLady Gaga2010
Arisa - World Tour 2011 - Eilat PrideEliad Cohen, Uriel Yekutiel2011
I feel love & Johnny remember meMarc Almond, Jimmy Somerville, Larry Steinbachek, Steve Bronski1985
Take a chance on meErasure1992

Le recensioni più lette di questi giorni

  1. 1

  2. 5

    Relax (videoclip , 1983)

    di

  3. 8

  4. 9

    Spatriati (libro , 2021)

    di