Un bacio

6 ottobre 2014

Ispirato liberamente all’omicidio del giovane Larry King, 15 anni, da parte di un suo compagno di classe in un liceo californiano, Un bacio racconta le storie intrecciate dei tre protagonisti, Lorenzo, Antonio e Elena, secondo uno schema che si rifà palesemente ai romanzi di Michael Cunningham, di cui Ivan Cotroneo è stato ottimo traduttore: i capitoli esposti dal punto di vista dei personaggi, nonché la ricostruzione degli avvenimenti in itinere da parte del lettore, dopo aver riunito i punti di vista dei tre. Detto ciò, la storia si concentra sull’infatuazione di Lorenzo, un giovane liceale, passato da una famiglia adottiva all’altra, per il bel compagno Antonio: come un qualsiasi adolescente, il ragazzo cerca di attirare l’attenzione dell’altro, in modo forse un po’ eccessivo, seguendolo e comprandogli un regalo, anche se, fin da subito, la risposta di Antonio, spaventato soprattutto dai pettegolezzi e dall’essere ritenuto gay dal gruppo, sia negativa. Giunti alla Spannung della narrazione, l’autore abbandona la storia principale per focalizzare la sua attenzione su quella dell’insegnante Elena, sconvolta per l’avvenuto e alla ricerca di risposte, soprattutto da se stessa, a causa dei sentimenti – traspare un forte velo di lesbismo – per la sua ex studentessa, promettente scrittrice e ora infelice madre e moglie, e su quella passata di Antonio, cresciuto in un ambiente familiare difficile, con il classico padre padrone ed il fratello maggiore morto in un incidente.

La tragedia nasce semplicemente da un bacio e dalla paura di chi lo riceve: Cotroneo corona il suo brevissimo romanzo con una statistica di casi di omofobia in Italia, a dimostrazione che l’omosessualità è ancora un rischio per chi la viva liberamente in un contesto sociale purtroppo chiuso e retrogrado. Più che una storia di omofobia, Un bacio è una storia di fragilità, dove proprio Lorenzo dimostra di essere il più forte e di non temere di mettersi in gioco e rischiare, anche se il capitolo che lo vede protagonista è il più debole dei tre, macchiato da un linguaggio volutamente adolescenziale e un po’ irritante. Molto più piacevoli sono i dilemmi di Elena e il dramma di Antonio: le loro microstorie tragiche incarnano la quotidiana infelicità umana, fatta di parole e sentimenti crepuscolari – interni piccolo borghesi e cose tristi – per la professoressa, e di ingombranti padri e angosciose aspettative – Federigo Tozzi docet – per il liceale.

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Altre recensioni per Un bacio

titoloautorevotodata
Un bacioMauro Fratta
08/08/2013

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