Morte difficile [1926]

10 ottobre 2008, www.gayroma.it

In La morte difficile René Crevel tratteggiò se stesso nel giovane Pierre Dumont (un artista che abita con la madre, madame Dumont-Dufour, ritratto della madre dello stesso René).

Raramente nella letteratura vi sono stati personaggi femminili tanto foschi, se non le dark ladies di shakespeariana memoria.

Madame Dumont-Dufour è descritta come crudele e perbenista, e vessa il figlio con discorsi terribili.

Il marito, un colonnello infedele, è impazzito ed è rinchiuso in un manicomio.

La paura d'impazzire è un tratto dominante del temperamento di Pierre, così come lo era di René Crevel..


Pierre, molto infelice, è indeciso tra l'amore che prova verso Arthur Bruggle, un americano superficiale, sprezzante ma affascinante (forse ispirato all'amante di Crevel, Eugene Mac Cown) e Diane, una ragazza delicata e piena di amore e di tenerezza verso di lui.

In un certo senso René ripropone nel suo bel romanzo il dilemma di Julie, l'eroina del romanzo epistolare- filosofico di Jean Jacques Rousseau, Julie o la nuova Eloisa, scritto nel XVIII secolo e testo base dei rivoluzionari francesi del 1789. (Julie è indecisa tra l'amour passion, rappresentato da un giovane povero, e l'amour raison (l'amore ragione), rappresentato da un amico del padre, saggio ed affidabile).

Alla fine Pierre sceglie l'inaffidabile Bruggle, ma davanti al suo palese e brutale tradimento con un ragazzo di un caffè di dubbia fama, e soprattutto al suo cinismo, preferisce suicidarsi anziché vivere o avere una schietta spiegazione con Bruggle.

La stessa sera, durante la cena in un ristorante, Pierre aveva avuto parole durissime verso Diane, appositamente per distruggere l'amore della ragazza. Diane era uscita dal ristorante "impietrita" e non aveva risposto nulla alle accuse crudeli e ingiuste dell'amico troppo amato.

Il mattino dopo la madre, Diane e il pentito Bruggle si ritrovano in un ospedale, davanti al corpo senza vita di Pierre.

E la ragazza, che era stata molto gelosa dell'americano nonostante lo avesse accettato pur di non perdere l'amicizia con Pierre, prova compassione verso il giovane che piange il suo amante tanto disprezzato fino a poche ore prima.

La Parigi di La morte difficile è notturna, insonne, piena d'incubi, di ossessioni..


Il libro è molto esplicito sui temi sessuali, per esser stato scritto nei primi anni Venti [uscì nel 1926], e Pierre è un misto di giovane desideroso d'amore e crudele, sensibile ed insensibile: un moderno, travagliato, nevrotico Julien Sorel di stendhaliana memoria.

Naturalmente l'artista prediletto da René e dai surrealisti era Rimbaud, il poeta maledetto per eccellenza, il giovane insoddisfatto in ogni luogo e sempre in fuga. René stesso fu un Rimbaud, ma un Rimbaud del "secolo dell'ansia", come il poeta inglese W. H. Auden definì il XX secolo.

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