Che mi dici di Willy?

Pochi anni dopo "Una gelata precoce" il produttore indipendente Samuel Goldwyn Jr. (figlio del Samuel Goldwin fondatore della M.G.M.) e la TV pubblica americana P.B.S. producono e distribuiscono il primo film sulla AIDS che riesce ad avere una buona distribuzione sia negli Stati Uniti che in Europa.

Le vite di un gruppo di ricchi omosessuali di New York viene stravolta quando su tutti i giornali si comincia a parlare di una nuova malattia che colpisce gay e drogati: è l'inizio di una pandemia che decimerà la comunità gay e cambierà per sempre la vita dei sopravvissuti.

Questa vola il risultato è sensibilmente migliore, anche grazie al lodevole lavoro del regista e dello sceneggiatore, Craig Lucas, molto più empatici sull'argomento: entrambi gay dichiarati vissero in prima persona cio che raccontano nella pellicola (René morirà proprio di AIDS nel 1996).
Ottime anche le prove degli attori: su tutti brilla uno straordinario Bruce Davison che grazie a questo film riceverà diversi importanti premi fra cui un globo d'oro, il prestigioso New York Film Critics Circle Awards, l'Independent Spirit Awards e persino una nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista.
Qualche difetto la pellicola lo ha di sicuro, sopratutto per colpa di una sceneggiatura "a tesi" un po' troppo prevedibile e schematica (diciamo pure didascalica), che la fanno assomigliare troppo ad un'opera per la televisione.

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Che mi dici di Willy?Vincenzo Patanè
22/04/2005

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