Fingersmith

25 ottobre 2010

"Ma le parole, Hawtrey, le parole... Ci seducono al buio, e la mente le riveste e le rafforza a suo modo. Non lo credete, Rivers?" con questa conversazione sulla differenza tra arte in immagini ed arte in parole, l'autrice dei romanzi gotici più amati dagli inglesi in questo decennio ci chiarisce il suo concetto di comunicazione, eppure la riduzione a telefilm effettuata dalla BBC (come per "Tipping the velvet" e "Affinity", anch'essi romanzi ambien tati nell'Ottocento inglese e con protagoniste lesbiche) non pare troppo riduttiva, sia grazie all'azzeccata scelta delle interpreti sia grazie ad alcune trovate del noto sceneggiatore , Peter Ransley, che riesce a tenere insieme la complessa trama aggiungendo anche un pizzico di pathos in più.

La performance di Sally Hawkins (di recente protagonista di Happy go Lucky di Mike Leigh), giovane attrice dal talento comico, rende il personaggio di Sue a tutto tondo anche se forse leggermente sovradimensionato in quanto a personalità rispetto a come Waters la tratteggia, facendo perdere un po' di quel realismo descrittivo della differenza di classe tra le due protagoniste, la cui performance erotica romantica e pudica è diventata in Inghilterra, patria dei documentari, oggetto di culto quasi al pari dello sceneggiato BBC per Tipping the Velvet (col primo dildo della tv inglese), che ha scatenato i tabloid nel 2002.
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autoretitologenereanno
Sarah WatersLadraromanzo2003

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