Se c'è ancora domani

26 settembre 2006, Aut, n. 83, agosto-settembre 2006.

Undici racconti che sapientemente miscelano dramma e commedia, eros e autocoscienza. In "Altri sensi di colpa" una gita in barca si trasforma in un rito iniziatico allorché un ragazzino - una sorta di Agostino moraviano, ma meno innocente, reso provocatoriamente più scaltro da un'irrefrenabile curiosità sessuale - arriva a sedurre in una colonia marina il prete oggetto dei suoi desideri. Ne "La messa per il funerale di Vittorio", spassoso omaggio a "La cerimonia del massaggio" di Bennett, un rito funebre viene terremotato dalle strabordanti 'amichecche' del gay defunto, che devono difendersi con lo smalto e con le unghie dalla delirante aggressività dei 'normali' fedeli. In "É da quel giorno di settembre" (che può richiamare la parabola dello smemorato de LA FINESTRA DI FRONTE) una coppia gay pavida e perbenista bivacca in in bar snobbando la parata dell'orgoglio omosessuale che si sta tenendo poco distante. Nella loro scialba esistenza irrompe il doloroso passato di un barbone, che comincia a narrare una favola senza lieto fine: poco più che ragazzini erano stati sorpresi mentre facevano l'amore, e il suo amico Riccardo, picchiato a sangue e terrorizzato dal padre, aveva preferito togliersi la vita. Da quel giorno egli ha cominciato a camminare e non si è più fermato: questa testimonianza spingerà i due ad alzarsi e a raggiungere il corteo del gay pride. Ne "Il regalo della nonna", durante una rimpatriata in un paesino umbro l'affettuosa intelligenza di una vecchia riesce a decifrare con pudore la natura del profondo legame stretto da sua nipote con un'amica: sotto il complice sguardo delle comari, farà loro dono del corredo pazientemente ricamato anno dopo anno in vista di un matrimonio che sembra ora concretizzarsi nell'unione tra le due giovani donne. In "Una gita al lago" due amici d'infanzia, momentaneamente liberatisi delle fidanzate, danno fuoco alla polveriera dei loro desideri omoerotici: l'avvincente corpo a corpo risveglierà tutta una serie di memorie sopite . In "Lettera ai miei due figli", un padre che vive ormai in America col partner, sente il bisogno di intavolare una corrispondenza coi figli per spiegare le ragioni della sua scelta. In "Lui è il mio angelo", due gay accettano di far da dog-sitter nella favolosa villa di un'amica paraplegica, fuori per il Thanksgiving: il cagnolino Angel - di nome, ma non di fatto! - gliene combinerà di cotte e di crude. In "Se ancora c'è domani", prodigioso monologo riccamente intarsiato di trovate linguistiche, ci imbattiamo in un insaziabile aficionado di "sole sale sesso"- ribattezzato "Rimmel, la volpe del battuage" o, dagli amici leghisti, "la puttana longobarda": egli da sempre preferisce un'eterna vacanza selvaggia a un'esistenza gay "da coppia bambagiosa e noiosa che fa così tanto etero". Dopo gli ennesimi folleggiamenti 'rigorosamente' non protetti, scoprirà in corpo un ospite indesiderato, l'hiv: tra incubo e realtà, rabbia e rassegnazione, il lettore viene catturato nella sua lenta elaborazione della sieropositività, non priva di humour nero e autoironia. Come estrema protesta verso il mondo e il porco destino, nel bel mezzo della messa domenicale mollerà una memorabile cacata nella busta delle offerte, proclamando ad alta voce: "Mi avete dato merda per tutta la vita, ecco, ora ve la restituisco". Dopo esser stato massacrato di botte per il suo 'sacrilegio' ed aver meditato il suicidio, il protagonista giungerà a riconciliarsi con la vita grazie ad un disarmante ragazzino e alla magia di una nevicata.

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01/08/2007

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