Ai confini della genitorialità

«Io volevo fare un figlio con Manlio e basta. Volevo una famiglia normale: padre, padre e figlio. Non mi sembrava di chiedere troppo». Non era troppo e infatti, di lì a breve, arriverà di più, e cioè due belle bambine.


Dopo l'ottimo Buoni genitori (de Il Saggiatore) di Chiara Lalli, che ha spalancato le porte delle librerie alla genitorialità gay anche la prestigiosa concorrente Mondadori apre all'indagine sul campo. E lo fa con Hello Daddy, storie di due uomini due culle e una famiglia felice, che raccoglie l'esperienza diretta di Claudio Rossi Marcelli, giornalista per "Internazionale", e babbo felice insieme al compagno Manlio di due splendide gemelline.


Tutto ha inizio con una telefonata intercontinentale che sveglia di soprassalto i due neopapà: Clelia e Maddalena sono nate il 30 dicembre, con un mesetto di anticipo.


Quella data "sarebbe diventata l'ultimo giorno della prima parte della mia vita", spiega Claudio, che abilmente rapisce il lettore in continui flash back che ricostruiscono nei dettagli l'incredibile esperienza di una coppia gay che decide di mettere al mondo un figlio e che racconta una famiglia gay decisamente felice.


Sul nascere però, il cammino appare irto di ostacoli: diventare papà gay oggi non è per nulla facile. La coppia infatti valuterà dapprima l'opzione famiglia allargata e cercherà invano una papabile mamma tra amiche consenzienti. Anche l'opzione adozione sarà scartata in poco tempo perché impercorribile, almeno in Italia.


Si sceglierà obbligatoriamente, e non senza dubbi etici, la «"gestazione per altri", quella per cui l'italiano corrente non ha saputo trovare una definizione più gentile di "utero in affitto", tra le (molte) perplessità e la vicinanza degli amici».


E quata è una tra le infinite scelte etiche, politiche e (successivamente) educative a cui sono chiamati, più in generale, tutti i genitori gay.

In Hello daddy l'esperienza ai confini della genitorialità è narrata con esemplare immediatezza, tanto che si entra persino, anche solo per un istante, nella stanzetta della donazione del seme...


Nel racconto non mancano poi ampie finestre sull'esperienza, dapprima maldestra e poi via via sempre più sicura, di due uomini alle prese con due culle e sommersi da decine di pannolini.


Ci sono anche i primi passi delle bimbe e di nonni che non avrebbero mai immaginato di diventare tali, il primo giorno d'asilo nido e insegnanti in grado di avvicinare la genitorialità gay senza troppi patemi d'animo.


Come spiega l'autore, «l'arrivo di due bambine contemporaneamente» è «una cosa che ti prende la vita, te la capovolge, te la calpesta e ci piscia sopra. Il tutto due volte. Quello che resta non è affatto male, ma non somiglia neanche più lontanamente a una vita».


Insomma, se proprio non volete provarlo sulla vostra pelle, leggerlo in questo libro ben scritto può aiutare certamente a capire il desiderio di paternità gay e emoziona. Di più, il testo offre uno scorcio su un Italia che nell'esperienza di Claudio e Manlio pare realmente serena nel relazionarsi a queste nuove forme familiari e distante della narrazione omofoba che ne danno i media.


Il romanzo-inchiesta, che offre una testimonianza verità di sano realismo, soffre solo per quel pizzico di "elitismo" di cui è pervaso e che assume, a tratti, il tono di una riuscita favola per ricchi. Non si perde infatti l'impressione che la realizzazione di questo costoso sogno di famiglia sia per molti ma non per tutti.


La realtà comunque, e la narrazione continua a ribadirlo, non è una favola e pone interrogativi rilevanti di fronte alla genitorialità gay. Gli stessi che arrivano proprio dalle bimbe dopo pochi giorni d'asilo: «ho cominciato a trovarmele aggrappate alla caviglia - spiega Claudio - che mi urlavano "mammaaa!" ogni volta che avevano qualche rimostranza da fare. D'altronde, se tutti i loro compagni piangevano urlando quella stessa parola, a qualcosa doveva pur servire, no? Un "mamma" prolungato e disperato, che alcuni parenti e amici sottolineavano con uno sguardo tipo "Ecco, lo vedi che avete fatto?"».


A questa, e altre domande, risponde questo libro con leggerezza e sincerità che valgono tutto l'acquisto.

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