Scomparso

(Recensione di Cristina Di Bonaventura, riedita per gentile concessione dell'autrice).

"In vent'anni puoi dire e fare cose che vorresti non aver detto e non aver fatto. In vent'anni puoi accumulare rimpianti a non finire. E poi, quando è troppo tardi, quando non c'è più nessuno a cui dire "mi dispiace" o "non volevo", allora il rimpianto ti toglie il sonno, l'appetito, la facoltà di parlare, di lavorare. Vorresti smettere di vivere. Vorresti morire di rimpianti".

Si respira un aria vagamente retrò in questo bel romanzo di Joseph Hansen, forse per l'influenza che può avere la suggestiva copertina, oppure perché in realtà fu pubblicato per la prima volta nel 1970 e ci sono voluti 3 anni affinché un editore avesse il coraggio di farlo.

Il protagonista, Dave Brandstetter, è un investigatore assicurativo, atipico non per come svolge il suo lavoro ma perchè dichiaratamente gay. Badate bene che parliamo di 40 anni fa, e se ancora oggi questo può far storcere il naso a qualcuno, pensate a cosa poteva significare negli anni in cui aveva inzio il movimento di liberazione gay e ad un anno dalla rivolta del Greenwich Village; gli anni in cui altri due autori dichiaratamente omosessuali uscirono allo scoperto, nomi del calibro di Tennessee Williams e Truman Capote.

La trama è piuttosto intricata e la descrizione cinematografica degli ambienti, l'accurata, sentita e approfondita caratterizzazione dei personaggi, lo stile elegante e scorrevole dell'autore appassionano il lettore fino alla fine, e fa ben sperare che la Elliot pubblichi anche gli altri romanzi (12 in tutto) con Dave Brandstetter come protagonista.

Un incidente stradale, una macchina finita sotto un ponte e il mancato ritrovamento del corpo di Fox Olsen, che era alla guida, mettono in moto l'agenzia assicurativa con la quale quest'ultimo aveva stipluato una sostanziosa polizza sulla vita. Per la polizia è morto, per l'assicurazione no finché non si trova il corpo.

Fox Olsen è, o era, un personaggio molto conosciuto, stimato dalla popolazione di Pima, speaker radiofonico, cantante, e candidato a sindaco; dopo anni di gavetta ha tutto quello che dalla vita si possa pretendere, e questo è il motivo per cui sembra assurdo che possa essersi suicidato, e ancor più che sia potuto fuggire dal benessere che lo circondava e dal periodo d'oro che stava vivendo.

Sono troppe le domande senza risposta che Brandstetter si pone, e sono tanti i personaggi che ruotano intorno a questa scomparsa, ma l'investigatore ne verrà a capo con un modo di fare pacato, umano e caparbio, investigando a tutto tondo fino a risolvere il caso, lasciandoci con la voglia di incontrarlo di nuovo e il prima possibile.

"Solo il ricordo dei giorni felici ti impedisce di prendere un coltello dal cassetto della cucina, di infilarti a letto, nudo - per la sola ragione che quello è lo stato in cui sei nato e in cui hai passato i momenti più belli della tua vita - e poi, tenedo il coltello ben saldo, di rotolare sopra la lama, lentamente, in modo che, come l'amore, ti scivoli tra le costole e in quello stupido muscolo che continua a pulsarti nel petto, colmo di rimpianto".

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