Matrimoni. Quando gli omosessuali si sposano.

Piergiorgio Paterlini racconta nel suo nuovo libro Matrimoni come vivono le famiglie gay e lesbiche. Dieci storie di coppia che aprono uno squarcio in una realtà piena di sfumature.


È nelle librerie un nuovo libro destinato a diventare in breve tempo un classico per la comunità gay e lesbica. Si tratta di Matrimoni (Einaudi, 194 pagine, 13,50 €), la nuova inchiesta di Piergiorgio Paterlini che, 13 anni dopo Ragazzi che amano ragazzi, torna a raccontare gli omosessuali italiani. Se in "Ragazzi" la fotografia scattata da Paterlini inquadrava gli adolescenti gay alla conquista dell'autoaccettazione e della visibilità, Matrimoni - come il titolo inequivocabilmente suggerisce - parla di vita di coppia.

Nessun argomento poteva essere più attuale, nell'epoca della rivendicazione per il PaCS e delle nozze omosessuali in Olanda e Belgio. Il libro lo affronta con coraggio, lontano da ogni stereotipo, presentando dieci storie di coppie gay e lesbiche che si misurano con le problematiche familiari; se le prime storie possono illudere il lettore di trovarsi di fronte a situazioni tranquillizzanti e rosati amori da favola, proseguendo con la lettura ogni schema mentale viene gradualmente distrutto. Occorre fare i conti con le diversità, che mille sono anche nel modo di stare insieme: affrontare per esempio la presenza di una terza persona nel rapporto di coppia, o la scomparsa prematura del partner, o il vero e proprio tradimento consumato a poche settimane dall'inizio della convivenza. Non sono tutte confortanti, queste dieci storie con cui Paterlini intende dare una voce alla complessità della realtà esistente; d'altra parte lo scopo dichiarato dell'autore non è quello di rassicurare, ma di far conoscere. Come già accadde per Ragazzi, ciò che muove Paterlini è la voglia di soddisfare il diritto ad essere raccontati per comunicare la propria visibilità, di svelare ciò che si nasconde dietro il dibattito approssimativo dei grandi media. Ma detto ciò, le somiglianze con il libro del '91 finiscono&

Piergiorgio, come hai scelto e contattato le coppie che appaiono nel libro?
Contrariamente a quanto era successo per Ragazzi, in questo caso non sono andato in giro per l'Italia a fare interviste. Nel corso di una decina d'anni, incontrando centinaia di persone, mi sono imbattuto in molte storie interessanti che, per abitudine professionale, ho trascritto. Ho parlato a lungo con una cinquantina di coppie fino a che tre anni fa, quando l'idea del libro si era già formata in me, ho cominciato a cercare di sistemare tutto questo materiale. A quel punto ho scelto di non sacrificare la mia libertà di scrittore e quindi, pur non intaccando mai la veridicità delle storie raccontate, ho cercato una ricomposizione narrativa del materiale giornalistico. Il risultato è un libro che è quasi un romanzo, ma che racconta solo materiale legato alla vita reale delle persone. Volevo insomma che fosse un romanzo che rispondesse alla realtà, a partire dal fatto che le varie coppie potessero rappresentare le tipologie che io ho verificato esistere nella mia esperienza.

Le storie sono state poi riviste da coloro che ne sono i protagonisti?
Il mio scopo era quello di realizzare un libro nel quale, senza forzare la realtà, qualsiasi coppia, omo o etero, potesse riconoscersi. Per questo in alcune di queste storie ci si possono riconoscere tutti, e nessuno in particolare. Quando ho sistemato il materiale che avevo, mi sono reso conto che mancavano due tipologie, per me importanti. Conoscevo due coppie che potevano raccontare bene queste tipologie, e così sono andato a colpo sicuro e le ho intervistate. Loro sono le uniche che partecipano al libro con delle vere e proprie interviste, e che hanno anche avuto la possibilità di verificare la versione finale della loro storia prima della stampa.

Cosa credi che manchi alla comunità omosessuale italiana per ottenere il riconoscimento dei diritti della coppia per i quali ci si sta battendo?
In parte, rispondo a questa domanda nel piccolo saggio che ho inserito alla fine del libro, in cui traccio la storia di questa rivendicazione ed espongo alcuni dei miei punti di vista, anche in modo provocatorio. In realtà, sul riconoscimento delle unioni omosex sono ottimista: il movimento omosessuale si sta battendo su questo punto con unità e determinazione. Se, poi, si possa raggiungere un risultato in tempi brevi, non dipende solo da questo ma anche dal retaggio culturale che ci deriva dalla Chiesa cattolica. Di certo, sarà bello vedere, una volta ottenuta una parità legale, quali sono le vere differenze che ci contraddistinguono: ci sono tante coppie etero contrarie al matrimonio, così come tante coppie omosessuali, ma solo partendo da una base comune sarà possibile capire in cosa ci distinguiamo.

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Matrimoni gayMauro Fratta
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