Belli e dannati

17 aprile 2005, " A qualcuno piace gay"

E' un'America poco esplorata quella che Gus van Sant ha portato nel suo cinema. E' l'America del Nord Ovest, quella degli stati dell'Oregon (dove si trova Portland), Washington (Seattle) e Idaho, lo stato delle patate.

All'interno, l'agricoltura è la fonte principale di reddito e quindi quella terra è ancora caratterizzata da ambienti e persone forse desuete agli occhi di chi identifica gli Stati Uniti con le metropoli. Sulla costa, le città vanno alla ricerca di una propria identità.

Così, mentre Seattle si è già vista scoperta grazie al grunge, Portland vuol dire van Sant. Umida e grigia, fa da sfondo alla vita di due ragazzi i quali, due fra tanti, vendono il corpo chi per soldi, chi per spirito ribelle. Mentre Scott avrebbe potuto restare nel suo ambiente, per Mike prostituirsi ha tutt'altro senso.

Sono omosessuali questi ragazzi? La sequenza d'inizio è un colpo basso: Mike è seduto su una sedia mentre un cliente gli fa un pompino. E non ne sembra contento. Più avanti, però lo scopriremo (egli stesso si scoprirà) innamorato di Scott. Mentre il sesso omosessuale non ha qui un valore di diversità e di controtendenza, la vera carica ribelle la si ritrova nell'amore omosessuale, dolce e appassionato.

Van Sant, rapsode di una nuova era romantica, preferisce i toni melliflui, nonostante conti tra i suoi mentori anche William Burroughs, romanziere principe della beat generation e fautore delle più trucide perversioni.

Stavolta il regista adopera un'altra sua musa, omosex naturalmente: William Shakespeare. La vicenda di Scott ricalca l'Enrico V e ne prende in prestito anche lunghi dialoghi. Come in Shakespeare, i bollori giovanili vengono convogliati nella "saggezza" della maturità, sempre determinata dalla morte del genitore potente: anche qui Scott abbandona la cerchia di amici che gli è solo servita a crescere. Lasciandosi però dietro anche un cuore spezzato, un cuore di ragazzo.

Il rimpianto River Phoenix, poco più che ventenne, ricevette per l'intensa interpretazione (non si dimentichi la scena della confessione d'amore dove è illuminato dal fuoco del bivacco) la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema '91.
La riproduzione di questo testo è vietata senza la previa approvazione dell'autore.

Altre recensioni per Belli e dannati

titoloautorevotodata
Belli e dannatiMauro Giori
27/03/2005

Potrebbe interessarti anche…

titoloanno
Elephant2003
Mala Noche1985
Milk2008
Psycho1998
autoretitologenereanno
Vincenzo PatanèCento classici del cinema gaysaggio2009

Le recensioni più lette di questi giorni

  1. 2

  2. 4

  3. 7

    Relax (videoclip , 1983)

    di

  4. 9

    Porci con le ali (film , 1977)

    di

  5. 10

    Spatriati (libro , 2021)

    di