Scene di caccia in Bassa Baviera

26 giugno 2005, "A qualcuno piace gay" (La libreria di Babilonia, 1995)

E' un film, appartenente al nuovo cinema tedesco, che ha significato molto nella storia del cinema gay. Certo, l'omosessualità è solo una delle "colpe" che vengono attribuite a Abram e non viene in realtà mai acclarata, ma è di fatto una presenza che aleggia insistentemente sul film e che più di ogni altra qualifica la diversità del protagonista.

Tratto da un dramma di Martin Sperr (che interpreta Abram), è stato girato nel villaggio bavarese di Unholzig, con attori non professionisti.

La storia è un apologo sul fascismo ordinario e sulla discriminazione, non politica o teorizzata, ma quotidiana e, se non fosse per qualche particolare che rimanda ai nostri giorni, potrebbe svolgersi in un'altra epoca, anche nei secoli più bui.

Studioso delle teorie di Lorenz sull'aggressività, il regista mette intelligentemente a fuoco l'odio e la ferocia con cui la collettività - che pure apparentemente sembra ospitale, persino nei confronti di alcuni lavoratori turchi - colpevolizza e punisce col suo puritanesimo chi è diverso.

La colpa principale che viene addebitata ad Abram è quella di voler vivere in solitudine, con comportamenti differenti dalla massa, e di non partecipare ai riti del paese. Tutto nel villaggio si svolge infatti ritualmente e collettivamente: non a caso il film è incorniciato da due feste, una religiosa e una campestre, ambedue suggellate dall'alleanza del borgomastro e del prete. Ed un rito, l'uccisione del maiale, simboleggia efficacemente la coralità della caccia all'uomo, al diverso.

Il film è girato con uno stile che vuole cogliere l'autenticità di quella realtà sociale (l'edizione originale è addirittura in dialetto), attraverso una fotografia volutamente grigia e sporca e una forte evidenza delle immagini.

Fleischmann riesce a catturare quasi documentaristicamente la vita del paese, sottolineandone, soprattutto nelle scene delle feste, la grassa volgarità e la bieca ignoranza che appaiono ancora più esasperate contrapposte all'innocenza degli esclusi: Abram ed il suo amico, rifuggito da tutti ed apparentemente scemo, ma che in molte cose ha una visione delle cose ben più lucida degli altri.

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