Sulla mia pelle

1 giugno 2015

La casa editrice Becco Giallo, che da sempre propone graphic novel singole di autori e autrici italiani e stranieri su argomenti di attualità e sul passato recente, presenta nel suo catalogo l’interessante e anomala Sulla mia pelle, di Beldan Sezen, con il sottotitolo Storia del mio coming out.

Non è la prima volta che i fumetti, di vario tipo e provenienza, si occupano di lesbismo, dai manga a Il blu è un colore caldo di Julie Maroh gli esempi sono vari e anche molto validi, ma la storia autobiografica di Beldan Sezen si distingue per tanti motivi in un panorama non certo scarno.

Innanzitutto, bisogna partire dal chi è Beldan Sezen, videomaker, illustratrice, disegnatrice, nata in Turchia e vissuta prima in Germania e poi in Olanda. L’artista, che ha esposto in gallerie inglesi, turche, olandesi, tedesche, libanesi, siriane, racconta in queste pagine, molto originali come organizzazione grafica e narrativa, la sua presa di coscienza come donna lesbica, il suo vivere tra due mondi, Oriente e Occidente, il suo coming out in famiglia e tante altre cose.

Il risultato è davvero qualcosa di notevole e interessante, tra pubblico e privato, in mezzo a culture diverse, una storia emblematica per tante donne e ragazze, visto che Beldan attraversa varie fasi, da quella della negazione e del fingersi etero all’impegno civile, dal rivelarsi in famiglia e con gli amici all’usare la sua arte e creatività per raccontare una storia.

Sulla mia pelle racconta quindi una storia vera e dichiaratamente autobiografica, con scritto, vignette, immagini d’effetto, pagine organizzate in maniera totalmente nuova, con uno stile tra lo street art e il ciclostile: interessante come testimonianza, emblematico come percorso, innovativo e fuori dagli schemi come rappresentazione grafica, toccante come racconto, realistico, unico ma universale.

Al di là dell’unicità della vicenda di Beldan Sezen, la sua è comunque un tassello importante non solo per lei, anche perché c’è proprio la sensazione del vissuto e del reale: senza voler togliere niente ad opere di autrici come la Yamaji o la Maroh, qui non è una storia inventata, anche se bella, ma quello che è successo veramente, e Sulla mia pelle può anche aiutare donne e ragazze a prendere coscienza di sé.

Non è la prima volta che Becco Giallo si occupa di condizione femminile tout court, nel suo catalogo trovano spazio anche opere molto interessanti e di spessore come Io so’ Carmela e Piena di niente di Alessia Di Giovanni, il primo sulla violenza sulle donne da un fatto vero, il secondo sull’interruzione volontaria di gravidanza. Ma parlare di lesbismo in maniera così realistica è raro e molto meritevole.

Per conoscere meglilo Beldan Sezen, si può anche visitare il suo sito ufficiale, in tedesco e in inglese: www.beldansezen.com
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