Voglio farmi la dj (Posi, 2008)

Ecco un altro esempio di come in Italia, a livello di discorso comune certi temi stiano riuscendo o siano riusciti a "passare", mentre nelle immagini sono ancora totalmente tabù.
Può darsi che ciò accada per il ferreo monopolio della televisione nelle mani di pochissime persone (una), che non lascia spazio a chi sgarra, o forse sarà anche per il fatto che una cosa è proclamare a livello puramente teorico la tolleranza, un'altra "tollerare" di vederne concretamente gli effetti...

Fatto sta che questo motivetto hip-hop di Posi, dal titolo che non lascia assolutamente nulla all'immaginazione, è tanto audace nei testi quanto insignificante e tradizionale nella resa del videoclip.

Anzi, esiste un vero e proprio conflitto tra le parole e le immagini. Mentre le parole vedono una donna padrona e soggetto della propria sessualità e dei propri desideri, che non ha paura di dichiararli

("Oh attenta, /

so che ti piace ma qui c'è chi si lamenta. /

Ostenta /

le tue intenzioni perché non ci si accontenta /

indecenza, irriverenza, /

fammi di tutto per sporcarti la coscienza /

dai che lo fanno tutti, pure sua eminenza"),

nelle immagini vediamo semplicemente quattro ballerine, le classiche donne-oggetto in bikini, completamente dipinte di rosso, che un poco sculettano facendo da coreografia alla cantante, e un poco invece stanno in pose plastiche come da oggetti decorativi (tavolini...) per la gioia dell'occhio del maschietto che guarda il video.

Donne-oggetto nel senso più letterale del termine. Talmente oggetti, da non interagire mai l'una con l'altra nonostante il testo sia tutto un'ode alla donna-soggetto che sceglie e si lascia scegliere da un'altra donna.


Si aggiungano due o tre flash in cui la cantante è tenuta al guinzaglio di un uomo (si tratterebbe, apprendo qui, del "cammeo di Obi Baby, il re delle serate trasgressive milanesi e ideatore della one night Pervert"), e si conclude che una volta di più, l'ennesima, il video è stato affidato a qualcuno che è stato terrorizzato dal messaggio del testo, e che ha lavorato in tutti i modi per sabotarlo e per ribaltarne il significato.

La mia domanda è: che senso ha che i cantanti scrivano canzoni come questa, se poi per presentarle devono fare finta di aver scritto altro?

Tanto vale che musichino e ràppino su "Noi vogliam Dio ch'è nostro padre": si fa prima.

Il video è su Youtube qui: http://it.youtube.com/watch?v=3ytYiYHUXMA.
Per chi non più riesce a staccare gli occhi, è online anche il backstage del clip: http://it.youtube.com/watch?v=gCJHn2Garro

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