Il demone sotto la pelle

6 agosto 2006

Cronenberg riprende in questo suo primo lungometraggio alcune riflessioni sulla sessualità già affrontate nei mediometraggi Stereo e Crimes of the Future, rielaborandoli in una forma narrativa più lineare e distesa. L'esordio di Cronenberg non poteva essere più personale e più ardito: nella sua semplicità, Il demone sotto la pelle ha suscitato a suo tempo una quantità di fraintendimenti e di critiche: alcuni lo accusavano di perversione, altri al contrario di repressione (ritenendo l'associazione sessualità-mostruosità come un affronto conservatore).

Ma nella visione di Cronenberg (che in un'intervista ha definito il film una sorta di "manifesto della rivoluzione sessuale") l'eroe è evidentemente il parassita fallico-escrementizio che diffonde nel grattacielo moderno, ordinato e borghese (limpido specchio della società canadese di quegli anni) una ventata di liberazione sessuale, facendo crollare con il suo potere afrodisiaco tutte le possibili inibizioni. Il regista ha persino dichiarato di aver pensato a questa orda di assatanati, che nel finale richiamano evidentemente gli zombi di Romero, come a una metafora dell'artista e della sua collocazione scomoda ed eversiva nel contesto della società borghese.

Le conseguenze di questa epidemia libidica tra l'altro portano una casalinga frustrata e trascurata dal marito a concedersi a una vicina lesbica (interpretata da Barbara Steele): alla fine, quando le più singolari coppie formatesi in seguito alla diffusione del parassita lasciano il grattacielo per diffondere il contagio liberatore nel resto del mondo, le due fanno ormai coppia e se vanno insieme (nel corso del film incontriamo brevemente anche una coppia gay, più stereotipata).
La riproduzione di questo testo è vietata senza la previa approvazione dell'autore.

Le recensioni più lette di questi giorni

  1. 2

  2. 5

  3. 6

    Relax (videoclip , 1983)

    di

  4. 7

    Dune (libro , 1984)

    di

  5. 10

    Spatriati (libro , 2021)

    di