49 gol spettacolari

12 febbraio 2007

49 Gol spettacolari è forse il primo vero "romanzo di formazione" italiano che vede come personaggio principale un ragazzo gay alle prese con la scoperta della propria sessualità, . Lontano dalla cultura pasoliniana dei ragazzi di vita, ma anche distante, o perlomeno diverso dagli equivalenti americani odierni firmati per esempio da Alex Sanchez (uno dei primi autori pubblicati dell'editore Playground), questo romanzo è uno spaccato della cultura italiana odierna, delle differenze tra città e provincia, del difficile rapporto tra adulti e ragazzi. La discrepanza tra Lorenzo, un giovane liceale che durante l'ultimo anno di scuola, percepisce e prende poi coscienza della propria omosessualità, e i ragazzi statunitensi rappresentati da Sanchez è evidente: qui non c'è la catalogazione in categorie (i tre gay della serie Rainbow Boys-High e Road hanno caratteristiche ben definite) preconfezionate di gay, piuttosto il racconto sincero e spontaneo di un giovane alle prese con i conflitti identici a quelli cui sono sottoposti i suoi compagni etero. La rappresentazione dell'adulto perdente è lo specchio generazionale di una classe intera di giovani che non hanno punti di riferimento politici, sociali, etici, come potevano avere quelli di vent'anni fa. I genitori o sono assenti (è emblematico il fatto che nel romanzo non vengano mai citati con i propri nomi), o sono problematici, forse più degli stessi figli (la madre di Lorenzo, che è psichiatra, non cerca di capire il figlio, ma lo sprona a sua volta verso un terapeuta, quasi a lavarsene le mani). Alla mancanza di figure concrete, sicure, i ragazzi sopperiscono con l'amicizia di gruppo e con i propri istinti ("E io cos'ero? Ero uno che stava cercando la sua strada, come gli altri. Con la differenza che io partivo dall'azione cattolica e dovevo arrivare al gay pride"). Anche gli adulti gay non ne escono bene: nella vita di tutti i giorni sono professionisti che celano la propria identità, la sera si trasformano in esseri bavosi e tragicomici che cercano di accalappiare il giovane malcapitato.

La contrapposizione tra provincia e città si palesa come contrasto tra Lorenzo e Riccardo: il primo è uno studente modello (magari anche un po' piagnone) che deve fare i conti con le proprie pulsioni, alla ricerca di sé stesso; il secondo, pur avendo solo un anno di differenza, è un ragazzo navigato, poco incline allo studio, che ha già assaporato e digerito tutto il gay life-style con ciò che ne consegue e viene recluso in provincia dai genitori per sfuggire al mondo "perverso" con cui era entrato prematuramente in contatto.

Davide Martini cattura con doverosa perizia l'attenzione del lettore come se dietro la storia d'amore tra i due liceali volesse narrare un giallo. La sospensione che riesce a creare al termine del romanzo è quasi da thriller, più che da romanzo gay rosa. È forse in questa capacità e nell'analizzare minuziosamente i sentimenti dei suoi protagonisti che si percepisce un'altra grande passione di questo giovane scrittore: la psichiatria, scienza in cui Davide ambisce a specializzarsi dopo la laurea in Medicina.

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