The Erotic Imagination

6 settembre 2004

Sono passati ormai trent'anni da quando Foucault rese popolare il concetto di scientia sexualis, con cui indicava l'organizzazione di un sapere relativo alla sessualità, peculiare della civiltà occidentale, che tra XVIII e XIX secolo avrebbe visto la medicina (ma non solo) occuparsi di e classificare sistematicamente tutta una serie di inclinazioni sessuali prima ignorate o quanto meno non investite dell'importanza sociale che verranno ad assumere da quel momento in poi. E' proprio questa opera di medicalizzazione del sesso, realizzata attraverso una crescita esponenziale di discorsi sull'argomento, che Rosario cerca di approfondire nel suo volume, limitatamente al caso francese, che per altro è forse quello più ricco, e perciò più noto e studiato (anche per via dello stesso Foucault).

Rosario si occupa così di onanisti, ninfomani, omosessuali e feticisti per mostrare come questo sapere si sia venuto costruendo attraverso una cooperazione di medici e pazienti, e con l'apporto non indifferente della letteratura, che offre in opere e in umani casi clinici contributi significiativi alla comprensione delle "devianze" sessuali: per la medicina del tempo, ad esempio, la debolezza di Descartes per le donne strabiche e l'ossessione di Zola per gli odori sono due esempi perfetti di feticismo.


Nel caso che ci interessa maggiormente, Rosario non ha nulla di rivoluzionario da dire, ma il suo lavoro di commento ai testi dell'epoca è preciso, competente e (cosa rara) di piacevole lettura. L'autore si concentra essenzialmente su due opere tanto celebri quanto, in realtà, poco studiate: l'Etude médico-légale sur les attentats aux moeurs (1857) di Ambroise Tardieu e il diario di un omosessuale inviato a Zola e da questi pubblicato come tale, anonimo e con il titolo Le roman d'un inverti (1894). Quest'ultimo interessa particolarmente l'autore, che intende dimostrare nel suo libro quanto sia alto il contributo portato più o meno spontaneamente dai pazienti al processo di medicalizzazione delle pratiche sessuali differenti dalla norma (che più o meno in questo periodo significa uomo+donna+posizione del missionario, possibilmente al buio).


Nell'ultima parte del capitolo Rosario si sofferma infine su alcuni scritti di Raffalovich, per dedicare poi al lesbismo solo un paio di paginette conclusive.

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