Men on men 2

13 marzo 2005, "Inverses" n. 4, 2004

"Sembra così scandaloso che l’omosessualità sia diventata – dal punto di vista letterario - campo di osservazione, di racconto, di indagine? Fonte di sorprese, di creatività, di novità?": così s'interroga Daniele Scalise, inaugurando la sua seconda antologia di racconti gay di autori italiani.

Si inizia con Bergamini che, dapprima, disegna in Luca un misterioso rituale erotico in cui un liceale, privo d’una gamba, finisce per attrarre, in una avvincente spirale, un ingenuo compagno; poi, in Un mondo gentile, ricostruisce le ragioni del suicidio di Federico, abbandonato da John, un cinico outsider americano.

In Squilli Casadei Turroni osserva da smaliziato entomologo l'eterogenea fauna d'una sauna, coreografa l'approccio tra maschi e, parodiando il linguaggio dell'Opera, strizza l'occhio all'Arbasino de L'anonimo lombardo.

Un insperato incontro sembra lenire in Fabio lo smacco d'un recente abbandono: ma si tratta di un abbaglio, perché l'efebo trasfigurato in angelo del desiderio tra i fumi di un bagno turco altri non è che un ordinario mignotto albanese!

Marco Lanzòl in Bertillon ci trasporta nella Parigi del 1883: partendo dalla curiosità per i repertori pornografici raccolti da Vidocq, il funzionario Bertillon – una metodica checca velata -, inventa l'antropometria segnaletica.

Sempre Lanzòl scandisce - La forza debole - la giornata di un libraio romano, diviso tra il seducente commesso diciottenne e l'attrattiva notturna di giovani corpi in vendita.

In Coincidenza è il nome di Dio Paterlini cattura il sognante ricordo di due adolescenti - dagli evocativi nomignoli di Pulcino e Piccoloprincipe – piombati come meteore nella vita di un maturo scrittore.

Il mistero del budino scomparso di Gerardo Pepe gioca con l'ipocondriaca solitudine di un uomo, in una frizzante ghost story alla Wilde.

Ne La fabbrica dei corpi di Alfredo Ronci le porno-confidenze dell'ottantaduenne Mario riaprono in Alberto la lancinante ferita d’una storia d'amore rimossa; lo stesso autore ne L'ordine naturale delle cose accenna un'acutissima riflessione sul "colonialismo omosessuale" partendo dal "senso" del desiderio del cliente Jean per Khaled.

Gianni Farinetti, in Eyes wide shut, sbircia, in punta di piedi e con trepido affetto, il collaudato menage di due uomini: la straniante visione domestica del film di Kubrick stimola nel protagonista una coraggiosa riflessione sulla fedeltà e il tradimento.

Infine, Pallavicini ne L'altra metà del cuore tratteggia, da ineguagliabile maestro, un intricato gioco delle coppie in Costa Azzurra.

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