Il vero immortale è l'amor

9 febbraio 2013

Brillat-Savarin ricordava (madeleine proustiana ante litteram, evocatrice d'una douceur de vivre dell'Antico Regime che, per merito di Talleyrand, è ormai entrata in proverbio) la tessitura vellutata della cioccolata in tazza che prima della Rivoluzione si preparava in un certo convento di Visitandine: erano quelli tempi civili in cui la cioccolata si preparava ancora con l'acqua; e ancora un secolo dopo l'Artusi non conosceva altra ricetta. Probabilmente la cioccolata calda che sogna il narratore del breve romanzo di Rachid O. è invece la fanghiglia a base di latte che si ammannisce oggi sotto lo stesso nome; sicché, visto che per tutta la durata del libro non riesce a gustarla, egli è, forse in maniera inconscia, doppiamente fortunato: assai migliori sono il tè alla menta e il caffè del suo Marocco, magari aromatizzato con ambra o cardamomo, al modo in cui, con ogni probabilità, molto più gustoso è il sesso goduto con l'amico marocchino Youssr di quello vagheggiato col bel francesino biondo Noè. Come in tutti i suoi libri, Rachid O. è poeta del passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza: e adolescente, un po' svagato, un po' irresponsabile, un po' fatuo e promiscuo è sempre il narratore dei suoi romanzi; tutto qui traspira un affetto pieno di panica innocenza, un trasporto ch'è al contempo amicizia istintiva e calda, e desiderio trascinante di unione fisica. Dapprima il ragazzo sente l'istinto d'identificazione con la madre morta nel darlo alla luce; poi l'affetto per il babbo e la sua compagna, quindi per il vecchio amico cieco del babbo; e infine l'amore totale per Noè, il biondo adolescente francese, amore di terra lontana, sogno nato da un galoppante fantasticare dietro ad un ritratto, come in una poesia provenzale, e l'amore totale per Youssr, conosciuto invece da vicino, giorno dopo giorno. I due amori adolescenziali costituiscono anche la metafora del passaggio da un'omosessualità vissuta e accettata solo come proiezione verso una cultura lontana, come vacanza dello spirito, a un'omosessualità integrata nel proprio mondo, nella propria quotidianità, serena e matura. Il sapore della cioccolata calda, estraneo e immaginato, è dopotutto assai scipito, a paragone del corpo scuro, muscoloso e inebriante del bellissimo Youssr, accanto al quale il protagonista cammina felice per le vecchie vie polverose della sua città, e giace appagato fumando e guardando le stelle.
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