Please, don't... Quando l'uomo che ami si sposa. Con un una donna.

2012 - Will, K. - "Please don't..." - da - Third album, part 1.


Il fatto di avere trovato questa recensione in questa pagina elimina fin dal principio l'"effetto-sorpresa" attorno cui è costruito l'intero clip. Eppure, la presenza su Youtube di un'infinità di filmati di "reazioni alla visione" implica che per l'ingenuo pubblico eterosessuale il finale di questo clip costituisce una sbalorditiva e inattesa sorpresa.

Sorpresa che peraltro io non ho sperimentato, probabilmente perché, guardando il video con occhio gay, ho fatto attenzione sin dal principio agli evidenti indizi che un eterosessuale sceglie di non vedere, in quanto non appartengono all'universo delle cose che ha deciso a priori essere "possibili". (Non è che gli etero siano troppo stupidi per capire cosa sia l'omofobia, è che hanno deciso che non vogliono capirlo, proprio perché la trovano "logica").

Il clip, coreano, è costruito attorno alla plurimillenaria formula di "lui + lei + l'altro = gelosia". Grazie a un qualche fan italiano del Korean pop, su Youtube appare una versione con traslitterazione del testo e traduzione italiana nei sottotitoli, il che permette d'apprezzare il fatto che il regista ha seguito per quanto possibile le indicazioni del testo della canzone. Che parla d'un ragazzo che ha riaccompagnato a casa in macchina [dettaglio questo che ha permesso un colossale product-placement con ampie e insistite inquadrature d'un macchinone extralucido, roba da non far capire più se questo sia un clip o uno spot: uff!] la ragazza, dopo che costei ha deciso di lasciarlo, e la prega di tornare sui suoi passi: nel sedile vuoto dell'auto aleggia ancora il suo profumo, e il suo posto è lì, accanto a lui. Amen.

Nel clip, abbiamo due "migliori amici" che vivono nella stessa casa, e una ragazza che flirta con uno dei due, suscitando la rabbiosa gelosia dell'altro. L'io narrante della canzone è il personaggio del "geloso". Attraverso l'insistita presentazione della ragazza, e l'apparizione del secondo ragazzo solo in secondo piano, il regista ci spinge intenzionalmente a credere che la storia s'imperni sul "geloso" e sulla ragazza, laddove il bell'attore che interpreta il geloso comunica fin dall'inizio, attraverso la mimica facciale, un'assoluta ostilità verso la ragazza. Il pubblico eterosessuale è portato a interpretare questo fatto come rancore per il fatto d'essersi visto preferire un altro, quello gay, be'... si limita a vedere giusto. Anche perché ogni volta che si rivolge al "migliore amico", il "geloso" è tutto zucchero, miele e sorrisi smaglianti: un atteggiamento ben strano verso colui che t'ha portato via la ragazza amata... Tant'è che la supplica del titolo, "per favore, non farlo", non significa: "non portarmi via la ragazza amata" bensì: "non sposarti"...

"Il diavolo sta nei dettagli", insomma, e la cecità dimostrata dagli spettatori eterosessuali è la stessa che ostentano nel clip anche i due personaggi eterosessuali, che si fidanzeranno, e sposeranno, non solo in barba al "geloso", ma addirittura aspettandosi che anch'egli condivida la loro gioia, come ci si attende che facciano i nostri amici. Tant'è che lo sposo arriverà al colmo dell'insensibilità chiamando il "geloso", che partecipa alla festa di nozze con una faccia da funerale, per scattare (beffa suprema) una foto ricordo tutti e tre assieme.
Quella foto riapparirà alla fine del filmato, quando verrà strappata in due dal "geloso" che, oh sorpresa inattesa!, ricongiungerà le due metà in modo da fare apparire uno a fianco all'altro i due ragazzi. E trovo che qui il regista sia stato geniale, spiegando in un fotogramma tutto ciò che era accaduto, e che gli spettatori eterosessuali o "diversamente attenti" non erano riusciti a capire.

Il regista inserisce nel racconto anche un elemento surreale (che era poi il solo modo d'infilarci l'automobile, ineliminabile per motivi di product-placement) presentandoci il "geloso" che torna a casa in auto avendo accanto la sposa. In conclusione del film capiremo che questo episodio (che invece appare in apertura) si colloca in realtà a conclusione di tutto, dopo il matrimonio, visto che il guidatore ha per le mani (e continua a guardare) un pezzo di carta che si rivelerà nient'altro che la fotografia delle nozze. Infatti, quando il guidatore allunga una mano verso la ragazza, essa svanisce, svelando d'essere un fantasma, un'allucinazione, che oltre tutto nell'inquadratura finale è sostituita dall'immagine del ragazzo amato, che ci è lecito presumere altrettanto allucinatoria.

Ci sono tre interpretazioni possibili per la situazione raccontata.

  • Nella prima, i due sono semplici amici, il "geloso" ama in segreto, e potrebbe addirittura (come qualcuno ha osservato in Rete) non essere neppure conscio del fatto d'essere innamorato, perché desidera reprimere la coscienza del fatto d'essere omosessuale. In questo senso, le inquadrature finali rappresentano una presa di coscienza e un'accettazione del fatto di avere desiderato sposare il ragazzo amato e una rivelazione sulla natura dei propri sentimenti. Non era "amicizia".
  • Nella seconda i due ragazzi sono stati amanti, ma uno dei due, come milioni di volte è accaduto nella storia, ha deciso di "rientrare nei ranghi" e si aspetta che anche il suo amico "cresca", "maturi", e se ne faccia una ragione, senza stare lì a tenere il muso per una cosa che "era destino" accadesse. Questa lettura spiega l'insensibilità dei due sposini, che in caso contrario di fronte alle continue e plateali manifestazioni di dolore e rabbia del "geloso" dimostrerebbero il quoziente intellettivo d'un lombrico, non accorgendosi di ciò che è palese perfino agli spettatori eterosessuali del video. Gli scherzi della sposa che gioca col "geloso" con il tono di chi dice "e dai, non prendertela tanto, cosa vuoi che sia!" rientrano perfettamente nell'ottica della svalutazione eteronormativa dell'amore omosessuale come "gioco adolescenziale che deve durare poco", destinato a finire, destinato a cedere il passo all'amore vero e serio, quello adulto, cioè eterosessuale. Non conosco la cultura coreana, e non so se il regista potesse voler inserire intenzionalmente una sottotrama di questo tipo, ma in ogni caso nulla nel clip, per com'è costruito, impedisce questa lettura, se la si preferisce.
  • La terza lettura è quella per "diversamente intelligenti" ed elettori del partito democratico in genere, e dice che il geloso è davvero innamorato dalla ragazza, portatagli via dal migliore amico. Ma così come non sto neppure a discutere con uno che mi dice che il Partito democratico è la vera alternativa a Silvio Berlusconi, non sto neppure a discutere questa tesi. Esiste un limite al di sotto del quale è umiliante mettersi a discutere.

Il risultato complessivo è un clip splendidamente realizzato, con gran cura registica, per una canzone molto gradevole (anche se banaluccia, da "neomelodici"), il quale finalmente mi spiega - molto meglio di certe gnam-gnam boiatepazzesche - l'altrimenti incomprensibile passione nascente che vedo nutrire attorno a me per il Korean pop.

Bella e, come si diceva una volta, "flautata" anche la voce di "K. Will", che peraltro non appare in prima persona nel clip, affidato a tre attori di (più che) "bella presenza".

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