Chiamami col tuo nome

29 settembre 2013

Salta palese all'occhio in questo magnifico romanzo di André Aciman l'adozione di alcuni topoi dalla narrativa d'amore, sia, ovviamente, nella scelta dell'argomento, sia nel ricorso a quelle dilatazioni dei tempi diegetici, a quel racconto e a quell'analisi di sospetti, paure, trasalimenti, desiderio, brama di rivelarsi a paura di farlo, che rientrano in ogni tipo di rappresentazione della passione amorosa. Il modello per le intermittenze del cuore del protagonista, Elio, è sicuramente la Recherche, ed è assai probabile che, a un'analisi testuale approfondita, non solo le allusioni proustiane - trasparenti, di fatto, solo a livello di atmosfera stilistica - diverrebbero più palesi, e vi si affiancherebbero anche citazioni e rimandi ad altri libri amati dal Nostro. Aciman è sicuramente uno scrittore colto ed erudito, ed è tipico di molti scrittori colti creare personaggi che vivono in un mondo di carta e di sogni: chi sia estraneo a quel mondo, lo può trovare artefatto; eppure io mi ci sono riconosciuto, e nel suo Elio ho riconosciuto molto del me stesso diciassettenne.
Per comprendere come anche occasionali indulgenze al pittoresco si convertano in poesia viva, guardiamo le pagine finali sull'ultima notte a Roma di Elio ed Oliver: quel radunarsi di mimi, ubriachi, tossici e turisti fra le pietre millenarie e il silenzio notturno, quel canto di "Fenesta ca lucive" che riverbera ancora e ancora, fin che non restano che i due protagonisti e un occasionale compagno di ebbrezze ad intonarne il ritornello sino all'alba, come gli ultimi orchestrali alla fine della Sinfonia degli Addii di Haydn - Haydn, che Elio per tutta l'estate trascrive per chitarra - è un pezzo possente di elegia quasi surreale.
Potrebbe sembrare un corpo estraneo anche la cena descritta poco prima: niente di più ingannevole. Qui Aciman vive con lo sguardo di Elio: quella cena e il reading precedente, pennellegiati con ostinato amore dei particolari, non sono che la visione incantata d'un diciassettenne che per la prima volta si tuffa, fuori dall'ambiente domestico, in un mondo intellettual-mondano che egli sogna come suo.
Il destino d'un amore totale è segnare la vita per sempre. Aciman, raccontando un amore totale, riesce a colpire al cuore.
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