J'ai eu raison dans tous mes dédains

16 dicembre 2013

Appena David Thewlis nei panni di un Verlaine avanti con gli anni entra in scena con il peggior trucco che sia dato ricordare, si comprende già che il film non teme il ridicolo. Ma da qui a ridurre Verlaine a un erastès alcolizzato e Rimbaud a un eromenos zotico e puerile ce ne voleva ancora. Eppure Holland ci riesce perfettamente, prosciugando tutto l’interesse (e non era poco) di due figure monumentali della poesia moderna, anche perché riduce la poesia stessa a un frasario di luoghi comuni di eterea dannazione, che potrebbero compiacere giusto un liceale mediocre che volesse trastullarsi con scialbe fantasie di ribellione prima di andare a lavorare nella fabbrica di papà. DiCaprio e Thewlis ci mettono tutta la loro buona volontà, e anche più il loro corpo, ma al di là delle trascuratezze imputabili alla regia avrebbero potuto andare oltre linguacce, rutti e sguardi assorti nel declamare con voce impostata due versi (forse quattro, in tutto il film), peraltro ovviamente in traduzione.

La parte finale in Africa è imbarazzante nella suo oleografia, la cornice manualistica, ma anche peggio è quello che sta in mezzo, una noiosa serie di isterie fra un adolescente egotico e un bisessuale etilista, ovvero fra due amanti ad alto tasso di nevrosi. Un film simile, fatto con sguardo camp ai tempi in cui i manuali scolastici definivano Rimbaud e Verlaine semplicemente amici, avrebbe avuto anche un senso; oggi non è che kitsch scipito su due trogloditi maneschi e repellenti che si muovono in una bohème di cartapesta. Non bastano i nomi che portano a renderli interessanti: avessero scritto anche la Divina commedia insieme, questi due non metterebbero voglia di leggerla neanche al più fervente cultore del dire in versi.

Domanda a margine: quanta volenterosa sospensione dell’incredulità occorre per sopportare che Rimbaud, Verlaine e sua moglie parlino rispettivamente con accento americano, inglese e francese?

La riproduzione di questo testo è vietata senza la previa approvazione dell'autore.

Potrebbe interessarti anche…

autoretitologenereanno
AA.VV.Gay rootsmiscellanea1991
Wystan H. AudenAltro tempo, Unpoesia1994
Andrea BergaminiAmori grandi per grandi uominibiografia2000
Arnaldo De Lisle (pseud. Giuseppe Garibaldi Rocco)Uomo-femmina, L'romanzo1899
J. Z. EglintonGreek lovesaggio1971
Christian GuryBibi-la-Purée, compagnon de Verlainebiografia2004
Laura LaurenziLiberi di amaresaggio2007
Giuseppe MercenaroUna sconosciuta moralitàbiografia2013
Vincenzo PatanèOasi gaysaggio2010
Graham RobbRimbaudbiografia2004
Tutti i risultati (12 libri) »
titoloautoredata
Rimbaud e Verlaine: passione e possessioneVari15/11/2006

Le recensioni più lette di questi giorni

  1. 1

  2. 5

    Relax (videoclip , 1983)

    di

  3. 8

  4. 9

    Spatriati (libro , 2021)

    di

  5. 10

    Dune (libro , 1984)

    di